Aspettando le Olimpiadi di Rio 2016: il “black power” di Messico 68′

Le Olimpiadi di Mexico 68′ regalarono grandi momenti sportivi, come i salti di Bob Beamon e Dick Fosbury, tuttavia nulla poteva raggiungere i livelli di rilevanza politica e sociale come  il saluto ‘Black Power’ degli afroamericani Tommie Smith e John Carlos, come segno di protesta per i diritti civili dei neri negli Stati Uniti d’America.

I 60′ furono anni molto attivi dal punto di vista di movimenti dediti a questi diritti (con personaggi come  Malcom x e Martin Luther king giusto per citarne alcuni) .

Pochi mesi prima dei giochi MLK fu’ ucciso, incidendo in maniera ancor più decisa sulla rabbia che coinvolgeva la comunità nera americana.

Il sociologo  Harry Edwards, un uomo di colore, fondò il  il progetto olimpico per i diritti umani, utilizzando il vettore mediatico che un evento come le Olimpiadi racchiudeva in se’ come strumento di protesta globale.

Nel villaggio olimpico, i neri americani e alcuni bianchi sfoggiavano adesivi del  movimento.

La protesta vide il suo apice grazie a Tommie Smith e John Carlos. Il 16 ottobre 68  salirono sul podio nei 200 metri rispettivamente primo e terzo, lo fecero a  piedi nudi e con l’adesivo, oltre ad un guanto nero ciascuno. Smith indossò anche un fazzoletto scuro in rappresentanza dell’orgoglio e Carlos indossava una tuta nera aperta in segno di solidarietà per i lavoratori americani, così come un ciondolo in onore di tutti coloro che furono linciati o uccisi per il colore della loro pelle, E al momento dell’inno degli Stati Uniti, chinarono la testa e alzarono il pugno con la mano guantata.

Una protesta per i diritti che raggiunse tutto il mondo.

Tanto fu’ il clamore , che il CIO decise di espellerli dai giochi per rivendicazioni politiche, qualcosa che veniva considerato inappropriato.

Al rientrò in patria entrambi gli atleti furono oggetto di critiche e minacce, da qui Smith si ritirò dalle competizioni, orme seguite poco tempo dopo anche da Carlos.

A di la di ogni possibile analisi, il gesto dei due atleti rimarrà indelebilmente uno dei momenti che hanno gettato le basi verso un uguaglianza sociale tra le diverse razze.

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