Sostenibilità e qualità grazie a ozono e hi-tech

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L’esperienza dei Vignaioli del Morellino di Scansano finanziata dai fondi Psr per l’innovazione: dall’ozono contro pesticidi e per ridurre i solfiti fino all’utilizzo dei droni

Droni, sensori Nir, micro centraline metereologiche e, soprattutto, un impiego innovativo dell’ozono in grado di abbattere l’uso di antiparassitari in vigna e di solfiti in cantina. Sono alcune delle nuove tecnologie messe al servizio dell’agricoltura nell’ambito del progetto di ricerca avviato dall’Università della Tuscia e dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in collaborazione con Cantina dei Vignaioli del Morellino di Scansano. L’iniziativa si è sviluppata grazie ai contributi derivanti dalla misura 16.2 del Psr toscano destinato all’innovazione, trasferito nel Progetto Integrato di Filiera (PIF) su “Innovazione, Valorizzazione e Ottimizzazione della Filiera Vitivinicola dell’Area Sud della Provincia di Grosseto”
Il progetto, della durata di due anni, coinvolge quattro vigneti e ha come obiettivo quello di sviluppare nuovi modelli e metodi per la gestione e la riduzione dell’impatto ambientale all’interno della filiera.
Ne abbiamo parlato con Benedetto Grechi presidente della Cantina dei Vignaioli del Morellino di Scansano.
“La nostra cantina cooperativa ha oltre 30 anni e conta su circa 150 soci. Nel corso del tempo ci siamo posti una serie di obiettivi tra i quali, oltre a quello di produrre vini di qualità, c’è senza dubbio quello di lavorare per ridurre al massimo l’impatto ambientale. Non a caso noi abbiamo tra le poche aziende del progetto Viva (iniziativa del Ministero dell’Ambiente per la sostenibilità della filiera vitivinicola) e abbiamo una serie di certificazioni in questo senso. Con questo progetto, che ci vede impegnati insieme ad altre aziende, vogliamo fare un ulteriore passo in avanti. Grazie alla collaborazione con l’Università della Tuscia e alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa abbiamo lavorato soprattutto sull’impiego dell’ozono nelle varie fasi del processo produttivo. L’utilizzo di questo strumento ci dovrebbe permettere, prima di tutto, di eliminare completamente l’utilizzo di pesticidi in vigneto, facendoci fare un balzo in avanti enorme dal punto di vista dell’impatto ambientale. Inoltre l’ozono ci darebbe la possibilità di produrre dei vini senza solfiti aggiunti: vengono infatti messi in una cella condizionata e ventilata per 24 ore e sottoposti a trattamento con ozono. Questo ci dovrebbe consentire di eliminare tutti i microrganismi presenti, permettendoci di evitare l’utilizzo di anidride solforosa. Infine tratteremo con ozono anche le acque reflue prima del passaggio nel depuratore riducendone l’impatto sull’ambiente”.

Che ruolo hanno avuto i fondi comunitari nella spesa che avete dovuto sostenere?
“Il Pif nel suo complesso prevede un investimento di 8 milioni di euro, nel nostro caso la misura legata all’innovazione è di circa 400 mila euro di cui il 90% coperta dai fondi europei, quindi si tratta di un impatto determinante, perché riduce al minimo il peso per l’azienda consentendoci di sperimentare”.
Il progetto si sviluppa su due anni, quali passi avete compiuto finora e che aspettative avete?

centralina“A causa di alcuni problemi burocratici lo scorso anno non abbiamo potuto introdurre la maggior parte delle innovazioni e, di fatto, la sperimentazione ‘in campo’ è partita lo scorso giugno e sembra che stiano dando degli ottimi risultati. Quest’anno partiremo fin dall’inizio con i trattamenti sul vigneto. I vini senza aggiunta di solfiti sembrano mantenere gli standard qualitativi che ci aspettavamo, ma certo è ancora presto per fare un bilancio dobbiamo verificare se in bottiglia riescano a mantenere le aspettative. Noi ci crediamo: siamo convinti che la strada intrapresa sia quella giusta”.

Abbiamo chiesto a Fabio Mencarelli dell’Università della Tuscia (inventore, di una tecnologia per la produzione di vino senza aggiunta di solfiti, da cui è derivato il brevetto internazionale conosciuto come Purovino della società PC Engineering) di illustrarci il progetto dal punto di vista tecnico.
In vigna, in collaborazione con la Scuola S. Anna di Pisa e la spin-off dell’Università della Tuscia, Terrasystem, il progetto ha previsto la realizzazione di un sistema innovativo di supporto decisionale (DSS) e di produzione di mappe di previsione fitosanitaria, la realizzazione di mappe da remoto e con sensoristica prossimale sviluppando centalina IoT per il monitoraggio in continuo dello stato fisiologico della vite e la maturazione delle uve, quindi la realizzazione di un prototipo per il trattamento con ozono in vigneto. In cantina, l’attività si è rivolta all’applicazione della tecnologia Purovino con l’aggiunta di un sistema di sanificazione a base ozono per il risparmio idrico, quindi è stata realizzata una cella prototipo per l’appassimento delle uve per la produzione di vini dolci e a base governo toscano. Il tutto prevede di esser validato da una nuova certificazione ambientale, l’Impronta Ambientale di Prodotto (PEF). Nel primo anno sono stati prodotti i vini senza solfiti ed è stato messo a punto il prototipo per i trattamenti con ozono in vigneto con risultati molto promettenti. Inoltre è stata realizzata la centralina IoT e l’acqusizione dati con sensoristica prossimale (NIR-AOTF).

Per saperne di più: http://www.pianetapsr.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1688#ixzz4ZzmAP9ox
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