Gradazioni letterarie: presentazione libro “Per quieto vivere” di Massimiliano Smeriglio – Lunedi’ 18 Dicembre 2017 ore 18:00 a GRID

Si svolgerà Lunedi’ 18 Dicembre 2017 alle ore 18:00 presso GRID (nell’ ambito del festival Gradazioni Letterarie), la presentazione del libro “Per quieto vivere” di Massimiliano Smeriglio.

La presentazione vedrà gli interventi del giornalista Vittorio Macioce Emilio Morsillo della Rete studenti medi Frosinone e dalla Vicepresidente commissione cultura della Regione Lazio, Daniela Bianchi.

per quieto vivere

Informazioni:

4 giugno 1944. Una donna si getta dal decimo piano di un caseggiato popolare per sfuggire al linciaggio della folla. È la portiera del palazzo che, fedele al regime fascista, con le sue denunce ha provocato la condanna a morte di alcuni giovani partigiani. Settant’anni dopo, il nipote, un uomo superficiale e indolente che ha ereditato il ruolo di portiere nel medesimo stabile, è all’ossessiva ricerca dei responsabili del suicidio della nonna. Sotto il suo sguardo morboso si dipanano le vite dei condomini: un giornalista colpito da una malattia degenerativa accudito amorevolmente dal figlio; un’anziana donna, considerata matta, che cela nella sua follia un terribile passato; un uomo che è al contempo spacciatore pregiudicato e padre premuroso; una bambina enigmatica e solitaria; un padre in fin di vita e un ragazzo addolorato dall’indifferenza che sente per la sorte del genitore. Il portiere osserva e si nutre dei tormenti di questa umanità disgregata, ma quello che prova non è che sprezzante distacco: nel suo cuore c’è posto solo per il rancore.
L’autore, con grande abilità mimetica e introspettiva, tratteggia una galleria di personaggi tormentati dalla propria storia, la cui lotta per trovare requie sembra imprescindibilmente legata al distacco e al disincanto.
Un romanzo sulle trame del passato e i nodi del presente: Per quieto vivere, una storia in cui nessuno è in pace.

«Non so chi mi abbia insegnato a camminare, so per certo che a pedalare, a cadere, a ricominciare, ho imparato da solo. Come tutte le cose importanti della vita. Tranne il nodo alla cravatta che non ho mai voluto imparare. Un rito che spetterebbe ai padri. Così, quelle due o tre cravatte che non metto quasi mai le tengo con il nodo già fatto nell’armadio, impiccate a una stampella, tanto per ricordarmi ogni santo giorno che ci sono ferite che non si chiudono e nodi che non si sciolgono».

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