Agricoltura nel Lazio : Partiamo da quanto fatto per rilanciare la ruralità.

Le notevoli attenzioni date alla tematica RURALITA‘e TERRITORIO dell’ultima campagna elettorale regionale, così come l’importante investimento in termini di finanziamento e la conseguente crescita della dimensione quantitativa imprenditoriale del comparto primario, chiedono un ragionamento a tutto tondo in grado di ottimizzare i meccanismi di governance e mettere a sistema le differenti politiche e assi di finanziamento.

Partendo da ciò riteniamo fondamentale evidenziare come il PSR e l’agricoltura abbiano rappresentato e rappresentino motore e dinamo di un nuovo paradigma di sviluppo per la provincia laziale; detto questo è necessario immaginare e costruire il ” sistema territorio ” attraverso la piena valorizzazione di quelle dinamiche economiche post industriali che partendo dalla forza delle reti territoriali ( in termini sociali ed economici ) stanno facendo dello sviluppo locale, della multifunzionalità, della ruralità (come ambito di potenziale integrazione e una way of life sostenibile ) obiettivi percorribili e praticabili. In tal senso è quanto mai importante il lavoro sviluppato da Carlo Hausmann assessore all’agricoltura nella precedente giunta Zingaretti, che partendo dall’agricoltura ha cercato di utilizzare il PSR per rigenerare la dimensione rurale in termini trasversali e contaminando e rilanciando anche gli altri comparti.

Evidentemente l’agricoltura non è più la cenerentola del panorama economico sociale e, nonostante un PSR burocraticamente lento ed in ritardo rispetto alle aspettative e allo stato delle altre regioni, il lavoro promosso dall’ex assessore Hasumann,  pone le basi per avviare un percorso innovativo in termini di governance e di costruzione delle strategie politiche e di costruzione condivisa e partecipata delle strategie politiche.

Per far questo riteniamo necessario una cabina di regia interdisciplinare che coniughi e valorizzi – in termini reciprocamenti eccidenti –  i vari nessi. Questa è la sfida cui riteniamo debbano essere chiamate le associazioni di categoria, attraverso uno svecchiamento ideologico e pragmatico, che le veda protagoniste in un percorso di crescita e di competitività del territorio, mediante progettualità, dissemination e, soprattutto, una concertazione non sussidiaria ma costituente.

E’ un appello aperto a soggetti che conosciamo e con cui abbiamo l’onore di collaborare da tempo ( pensiamo a COPAGRI FROSINONE LATINA, LEGA DELLA COOPERATIVA FROSINONE LATINA, CIA LAZIO E CONFAGRICOLTURA FROSINONE ) ed a cui chiediamo un’assunzione di responsabilità ed un passo in avanti all’alba della nomina della nuova giunta regionale che speriamo abbia  l’obiettivo politico ed economico del rilancio della provincia laziale.

Questo processo richiama figure di spessore – pensiamo soprattutto alla professionalità di Carlo Hausmann, ma anche a figure dirigenziali quali Cristiana Storti, Stefano Sbaffi, Serena Tarangioli e l’ex ministro Mario Catania – ma anche alla rivisitazione di strutture intermedie e pensiamo con interesse alle parole del presidente dell’Asi Frosinone pronunciate da Francesco De Angelis al tavolo di lavoro promosso dalla Cooperativa Elp a Bruxelles. L’agricoltura come pivot e lo sviluppo locale integrato come strategia di rilancio delle province e dei territori laziali : questo deve essere un obiettivo, così come la costruzione di una cabina di regia composta da istituzioni, innovation broker ed associazioni di categorie, deve rappresentare lo strumento attraverso cui raggiungere tale obiettivo. Fare questo significa poter accettare la sfide europee, ossia l’ambito di riferimento e di costruzione politico-progettuale in una fase cruciale come quella attuale, in cui si andrà a riparametrare la PAC con probabili tagli che arriveranno anche al 30% : il territorio come dimensione, l’Europa come ambito di riferimento strategico. A seguire vari contributi video, tesi già scritte ed articoli precedentemente elaborati, attraverso cui condividere spunti e suggestioni per un percorso di crescita comune.

A tal punto proponiamo un tavolo di lavoro aperto a professionisti, associazioni di categoria, innovation broker (su cui bisogna investire in termini decisi e determinanti) e mondo della ricerca,  attraverso cui declinare proposte, analisi e spunti programmatici da proporre al nuovo assessore ( gli scenari post 2020 rappresentano forche caudine che non ammettono dubbi o tentennamenti).

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