Il peperone dop sale in cattedra: tre atenei per il progetto

Pontecorvo – Azioni sinergiche che vengono portate avanti in un momento in cui i giovani riscoprono l’amore e la passione per l’agricoltura e decidono di investire

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Tre università che si impegnano per lo sviluppo del peperone dop e un consorzio che punta a incrementare la commercializzazione di un prodotto unico nel suo genere. Azioni sinergiche che vengono portate avanti in un momento in cui i giovani riscoprono l’amore per l’agricoltura e decidono di investire. Anche per questo motivo il Consorzio del peperone dop ha deciso di garantire una assistenza tecnica di un agronomo che potrà consigliare e suggerire innovazioni e nuove idee da mettere in campo.

«In quest’ultimo periodo abbiamo proceduto al rinnovo della compagine dei soci – ha spiegato il presidente del Consorzio Luigi Castrechini -. A oggi abbiamo diciassette soci certi che non sono solo di Pontecorvo, ma anche dei centri limitrofi. Sono quelli certi che vogliono far sviluppare il consorzio con iniziativedi promozione». Soci cui potrebbero aggiungersene anche altri. Infatti ci sarebbero anche altri imprenditori di Pignataro, Castrocielo e altre zone del cassinate interessati ad avviare specifiche produzioni. Ma l’agricoltura sta tornando di moda. Qualche settimana fa era stata la Coldiretti di Pontecorvo a evidenziare i dati che indicano come i ragazzi stiano riscoprendo questo modo così antico, ma sempre attuale.

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Un fenomeno che è stato registrato anche dal Consorzio stesso: «È vero che c’è stato questo ritorno all’agricoltura – spiega Castrechini -. Ci sono diversi giovani imprenditori che hanno colto l’opportunità dei finanziamenti messi in campo per sostenere questo genere di imprese. E nel decidere di percorrere questa strada hanno voluto inserire la coltivazione del prodotto dop». Ma per garantire un giusto sostegno c’è bisogno anche di esperti ed è per questo motivo che il Consorzio sta pensando a una assistenza tecnica di un agronomo che possa accompagnare gli imprenditori a percorrere una strada di coltivazione sostenibile e redditizia.

E per raggiungere questo scopo così importante è stato finanziato dalla Regione anche un progetto che vede come ente capofila il Consorzio del peperone cui si uniscono l’università di Viterbo (che svilupperà il prodotto dal punto di vista dell’agronomia), l’università “La Sapienza” di Roma (che svilupperà l’aspetto delle analisi) e l’università degli studi di Cassino (che lavorerà sul marketing).

fonte: https://www.ciociariaoggi.it/

 

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