NOTA SU NUOVO BANDO MISURA 6.1

Riproponiamo qui di seguito un’importante nota dell’Assessorato Regionale Agricoltura inerente la misura 6.1 (primo insediamento). Pur condividendo la logica ed alcune delle argomentazioni, non possiamo non evidenziare come la scelta di far uscire “in modo predominante ed estremamente impattante la misura del primo insediamento” non possa non rispondere esclusivamente alla necessità di “aumentare il livello della spesa del PSR”, oggi tristemente tra le ultime regioni in Italia.
E questo dato diviene ancora più preoccupante se coniugato con la logica che vede strutturare impianti produttivi connessi solamente al valore della produzione per raggiungere alti punteggi nella griglia del bando; questo fattore che è foriero di un’estrema parcellizzazione dell’offerta e che sta vedendo ovunque campi di rosmarino, zafferano o aromatiche affossa in modo mostruoso la capacità di affrontare i mercati, se non quelli di prossimità che sono una bella invenzione mediatica, ma poco impattanti in termini di reddito.
Questa considerazione diviene ancora più preoccupante alla luce della totale mancanza ad oggi di misure come la 16.3  e 16.4, che avrebbero l’importante funzione di “aggregare”.
Ancor più complesso il panorama della Regione Lazio, se analizzato nell’ottica della “scelta PSR/OCM”, anche qui ristretta alla sola lettura “della spesa” che porta ad una impossibile complementarità tra i due assi. laddove sarebbe necessaria una sinergia dialettica.
In tutto questo anche le argomentazioni profuse nell’articolo successivo potrebbero essere lette come interpretazione funzionale e volta ad “evidenziare successivamente un grande esito nel rilancio dell’agricoltura nel territorio del cratere”. Troppo spesso i numeri, gli indicatori, i dati divengono trampolini per letture e giudizi politico-strategici.
Ebbene, molto probabilmente i 30 punti di premialità faranno aprire numerose aziende con il 51% della SAU nella zona del cratere, ma questo non si tradurrà automaticamente in un vero rilancio del tessuto produttivo e sociale. Soprattutto in mancanza di quelle Misure di cooperazione e aggregazione che sono fondamentali per andare oltre il “finanziamento a pioggia” e rigenerare, davvero, il territorio.
Lo diciamo da ora, costruiamo strategie, decliniamo progettualità ed evitiamo, soprattutto, nel prossimo futro, di narrare le gesta eroiche di un rilancio “con i numeri e con i dati, ma senza aziende” nel cratere
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13/02/2019 dettaglio notizia 
Un elemento cardine della strategia perseguita dal Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 del Lazio è sicuramente riconducibile alle politiche per il ricambio generazionale, essendo il sostegno ai giovani agricoltori elemento caratterizzante l’intero Programma.
Lo strumento più importante ed efficace per perseguire tale politica è la misura specifica per il primo insediamento dei giovani agricoltori (misura 6.1), ovvero un premio di 70.000 euro, il massimo consentito dal regolamento comunitario e il più alto in Italia, per tutti quei giovani che avviano un’impresa agricola, realizzando sulla stessa un piano di sviluppo aziendale.Nel dicembre 2018 è stato riproposto un nuovo bando pubblico, con scadenza il 25 febbraio 2019, che replica la prima raccolta di domande effettuata nell’anno 2017 e per la quale sono stati premiati e finanziati circa 1200 giovani agricoltori (più di quelli finanziati nell’intero periodo di programmazione 2007-2013) ed erogati a oggi più di 53 milioni di euro.Nel nuovo bando pubblico, dopo una lunga fase di concertazione svolta con l’intero partenariato, ovvero tutte le rappresentanze economiche, sociali e istituzionali dello sviluppo rurale, e la commissione europea è stato inserito, tra gli elementi di priorità, un criterio di selezione per una premialità a favore dei giovani agricoltori che operano in uno o più dei 15 comuni ricadenti nel “cratere del sisma”.

Il criterio è stato introdotto nell’ambito delle iniziative di solidarietà attivate per sostenere le attività agricole svolte nelle zone colpite dal terremoto, ma anche nella considerazione che al PSR del Lazio sono stati garantiti fondi aggiuntivi per interventi specifici a favore di tali aree.

Il criterio prevede una premialità di 30 punti, su un massimo di 130 punti complessivi, per quei giovani agricoltori che dimostrano di avere la prevalenza (51%) di terreni agricoli, in proprietà o nella piena disponibilità, in uno dei comuni del cratere: detti terreni debbono registrati e iscritti nel fascicolo aziendale e pertanto debbono essere formalmente nel pieno possesso del giovane agricoltore al momento della presentazione della domanda.

I giovani agricoltori che operano nelle zone colpite dal sisma ricavano, da tale disposizione, un importante anche se non decisivo vantaggio, rispetto a giovani che operano in altre zone della regione. In ogni caso anche tali giovani agricoltori per beneficiare del finanziamento comunitario e collocarsi nelle posizioni utili della graduatoria hanno comunque la necessità di intercettare altri criteri di selezione mirati a premiare la qualità e l’efficienza degli investimenti da realizzare in azienda nell’ambito del piano di sviluppo aziendale.

Taluni operatori del settore segnalano che alcuni giovani agricoltori provenienti da zone fuori il cratere del sisma stanno ricercando terreni ricadenti in tali aree nel tentativo di acquisire maggiori punteggi e aumentare le probabilità di essere finanziati.
Come già detto il criterio di selezione, prevedendo l’attribuzione di 30 punti su un massimo di 130, non può da solo, per una banale verifica matematica, risultare decisivo, e quindi per l’attribuzione di punteggi più alti e competitivi in ogni caso il giovane deve impegnarsi a realizzare un piano di sviluppo aziendale che preveda investimenti funzionali ed efficaci e quindi a reinvestire in azienda una quota importante del premio eventualmente concesso.

Si rileva inoltre che tutte le superfici aziendali devono essere iscritte nel fascicolo aziendale al momento della presentazione della domanda. Questo presuppone che i terreni siano già nelle proprietà del giovane residente o che, siano nel pieno possesso del giovane con un regolare contratto di affitto.

Essendo il canone dell’affitto regolato dalle normali regole di mercato appare evidente che i prezzi possano seguire il trend delle richieste, con un evidente indotto per il territorio, sia da un punto di vista economico ma anche ambientale tenuto conto del rischio abbandono che investe tali zone.

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