L’importanza delle parole e delle analisi.

La fondamentale necessità di dialogare, di costruire e di condividere oltre la possibilità di approfondire, scoprire e conoscere argomenti e studi riguardanti storia, attualità, sociologia e cultura.

Un pomeriggio all’insegna della geopolitica, un pomeriggio che grazie alla presenza di un esperto di primo ordine come Fabrizio Maronta ci si è potuto confrontare, analizzare e capire molte cose riguardanti le dinamiche dell’Africa Subsahariana e le necessarie interconnesse fenomeni migratori.

La riunione che ha segnato anche l’apertura del Limes Club di Frosinone è stata inoltre arricchita dalla presenza di Claudio Guccinelli di Ases e di un fantastico Daniele Riggi che sempre più siamo liete di ospitare perché ogni volta riesce a sorprenderci con la sua enorme capacità di analisi e la sua passione, anche quando le argomentazioni sono complicate e le tematiche sono difficili.

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Questo appuntamento che ha permesso di coniugare la mostra fotografica curata da il professor Antonio Martino e dalla presidente di Ta’m Terrae Chiara Lucia Guarino è stato indubbiamente valorizzato dalla presenza e dalla possibilità di presentare l’ultimo numero di Limes -Una strategia per l’Italia-

La dialettica continuativa e le varie sfaccettature delle analisi hanno evidenziato emblematicamente l’allontanamento del mediterraneo dell’Italia, la difficoltà di vedere una dimensione politica Europea con tutto quello che ciò vuol dire in una dinamica globale in cui le emigrazioni non andranno a decrescere ma saranno sempre più impattanti, e chiaramente questo dato connesso all’allontanamento di una protezione Italiana nell’areale mediterraneo, l’incapacità di immaginare e di continuare una dialettica costruttiva con l’Africa, così come era stato fatto in passato.

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L’allontanamento da quello che era il processo di Barcellona, la chiusura di una dinamica che probabilmente avrebbe dovuto far costruire un’area mediterranea integrata in grado di ovviare ai dei problemi, a delle situazioni sempre più complesse sancisce con forza e in modo netto la difficoltà dell’Italia di farsi percepire e di percepirsi come un soggetto in grado di immaginare strategie e prospettive.

Questo appuntamento è stato sicuramente uno degli eventi che maggiormente ha segnato lo spazio GRID che cerca con difficoltà di produrre e promuovere appuntamenti culturali perché fondamentali in quanto motivo stesso della sua esistenza.

Ringraziamo tutti gli ospiti e soprattutto i partecipanti, questo è stato il primo appuntamento di una serie di eventi che attraverso fotogrammi e scatti fotografici realizzati da appassionati, viaggiatori etc. che vogliono raccontare i territori, il mondo dal punto di vista di chi lo attraversa e di chi lo vive.

Il primo appuntamento è stato sull’Africa Subsahariana e in particolare sulla formazione e la mobilità declinandola con attenzione in quella lettura trasversale e fondamentale che si può vedere come accumulazione e flussi.

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I prossimi appuntamenti spazieranno dalla Mongolia all’Argentina, dalla Cambogia al Venezuela cercando ogni volta di trovare un elemento di lettura culturale in grado di contestualizzare e rafforzare il filo rosso della serie di eventi.

Musica, presentazioni di libri e appuntamenti vari saranno la modalità attraverso cui si cercherà di approfondire ulteriormente quegli scatti che non hanno la presunzione di rappresentare un paese, ma hanno il desiderio di immortalare un momento, un accadimento che rappresenta una lettura soggettiva ma che vorrebbe dialogare con altre letture.

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