Frosinone

Il territorio di riferimento è quello della Provincia di Frosinone, in particolare quello del suo

capoluogo e dei comuni ad esso limitrofi. Il macro-ambito tematico è quello dello sviluppo locale,

in particolare la rigenerazione sociale, economica e territoriale del contesto provinciale.

Nello specifico, a partire dalle istanze rilevate, la finalità generale del progetto è quella di favorire il

processo di rigenerazione (materiale e immateriale) del territorio attraverso la valorizzazione del

potenziale culturale lungo tre direttrici:

1- Creatività e saper fare nei settori dell’artigianato e dell’agricoltura;

2- Cooperativismo, reti e tendenza allo scambio di informazioni e “know – how”;

3- Patrimonio storico, artistico e paesaggistico.

Dentro la dialettica costituente e continuativa (in termini progettuali, infrastrutturali, di governance

verticale e orizzontale) tra ruralità e dimensione urbana, Frosinone può e deve essere l’

Hub/Vetrina del territorio. Gli obiettivi, in tal senso sono :

1)Muovere sulla scacchiera globale eccellenze territoriali e porre in risalto professionalità/qualità

dei processi produttivi locali legati all’ eno-gastronomia e all’artigianato innovativo (l’areale di

riferimento come “esagono” – teoria di Christaller applicata al Mondo 2.0),

2)Promuovere anche le zone più nascoste , le bellezze più recondite e i sapori, troppo spesso

dimenticati delle aree interne. E’ questo un palcoscenico attraverso cui le filiere agroalimentari di

qualità, quali sono quelle della Valle dell’Amaseno o dei monti Lepini, le esperienze imprenditoriali

e professionali legate all’artigianato ed al design (frutto di un percorso lungo in cui esperienze

come l’Accademia d’Arte, il Conservatorio, singole maison di moda o studi di creativi)

rappresentano cornice per un background culturale in grado di recepire, comprendere e

valorizzare “il bello”.

Per fare questo ci si propone di mettere in relazione le potenzialità della ruralità e del suo tessuto

produttivo con il capitale umano legato all’economia immateriale e all’industria creativa (in

particolare digitale e del design. Molto spesso le migliaia di professionalità inoccupate sono figlie

del processo postindustriale che richiede nuove traiettorie e paradigmi di sviluppo. Ciò richiede

necessariamente una interazione qualificante tra quelle che sino ad oggi sono state etichettate

come economie minori ma che, insieme, rappresentano il paradigma dell’ “appeal” italiano nel

Mondo: turismo, storia, design, agroalimentare, artigianato.

Sono questi alcuni degli aspetti che caratterizzano il nostro Paese nel contesto internazionale,

insieme alla cosiddetta “Italian way of life”, risultato e prodotto di un modo di essere. Allo stesso

tempo sono strumenti per l’apertura, il confronto e la contaminazione con l’esterno, non elementi

schierati a difesa di un’ identità chiusa e autoreferenziale.

La valorizzazione del potenziale culturale del territorio frusinate passa attraverso l’individuazione di

4 aree di intervento (settori creativi, filiere, tessuti sociali e produttivi):

1- AGRIFOOD ( produzione , trasformazione, commercializzazione )

2- SETTORI CREATIVI (artigianato, arte, design, creatività digitale)

3- GREEN ECONOMY (Riqualificazione e riuso del patrimonio edilizio, rigenerazione urbana)

4- CULTURA ( industrie creative, patrimonio storico-artistico, performing arts e arti visive)

Finalità specifica del progetto è riassumibile in una strategia di riposizionamento che parte dalla

cultura e dalla creatività per intersecare la commercializzazione dei prodotti agricoli, la filiera corta

e l’aggregazione dell’offerta, l’internazionalizzazione, la riconversione energetica, l’agricoltura

multifunzionale, la valorizzazione dell’artigianato e la piena fruizione del territorio.

Il progetto articola le sue direttrici di sviluppo sia in ambito urbano, sia in quello rurale, nel contesto

della Provincia.

Il centro urbano di Frosinone è il punto in cui intervenire per “aprire le porte” alle opportunità, agli

scambi, alle relazioni con l’esterno che il territorio intero può contribuire ad instaurare attraverso il

co-protagonismo della componente rurale. Ciò implica l’implementazione di attività incentrate sulla

cultura, nel senso più contemporaneo del termine, sull’industria creativa, digitale e non,

sull’acquisizione di nuovi saperi attraverso la sintesi e l’elaborazione dei vecchi. In tale ottica, il

design, la sperimentazione e l’applicazione di tecniche/materiali “green” al settore dell’edilizia e

della moda possono, assieme alla ricerca, avere forti ricadute sia in termini di riqualificazione del

patrimonio e di recupero del lavoro “artigianale 2.0” , in ambito urbano, sia in termini di costruzione

di filiere ad hoc e diversificazione produttiva in ambito rurale. Tutto ciò, con un impulso “creativo”

può essere non solo promosso, pensato, disegnato ma anche migliorato, sviluppato.

In tal senso si considerano come centrali i ruoli dell’ orientamento e della formazione

professionale, di pari passo con la ricerca di impulsi esterni in grado di qualificare sia la domanda

che l’offerta di lavoro.

Il centro urbano, dunque, è prefigurato come un nodo sulla rete globale. La ruralità è il presupposto

fondamentale affinché ciò si verifichi: è il contesto naturale in cui si sviluppano relazioni e reti che

si condensano nei centri urbani e senza le quali questi ultimi non sarebbero in grado di

sopravvivere .

Con “agrifood” si intende la produzione agricola unita a quella enogastronomica. Anche in ambito

rurale i riflessi di un potenziamento del settore creativo e culturale, si possono facilmente

immaginare: dal packaging, al marketing, all’ internazionalizzazione, passando per nuove

produzioni, costruzione e rafforzamento di filiere e ”skills” professionali.

SUGGESTIONI

A partire da un’indagine/inchiesta sviluppata in questi anni attraverso l’attività di formazione,

ricerca e la promozione di momenti di confronto e riflessione (seminari, convegni, ecc.) in ambito

agroalimentare, è stato possibile far emergere i punti deboli del tessuto produttivo e, insieme, le

traiettorie più stimolanti e organiche che potrebbero svilupparsi incrociando alcuni degli spunti

progettuali.

Con riferimento alla piccola e media imprenditoria agricola (in questa area abbiamo una SAU

estremamente parcellizzata) una delle maggiori difficoltà riscontrate è quella di aggregare o fare

sistema e ciò diviene palese quando la sfida è “promuovere o incidere” su progetti territoriali.

Il lavoro di ELP, con AGIA, è volto alla strutturazione di traiettorie in grado di assicurare al prodotto

agricolo maggiore valore aggiunto, soprattutto attraverso il riconoscimento della qualità e quindi, in

primis, mediante la valorizzazione dei marchi di tutela e tracciabilità1 ma anche attraverso relazioni

progettuali finalizzate allo studio di modelli innovativi di packaging e di strutturazione di relazioni

commerciali con particolare attenzione ai mercati esteri2.

Questa pratica condivisa è quanto mai importante in tema di olivicoltura, sia per quanto riguarda

l’olio che le olive da tavola, poiché gran parte del territorio pedemontano della provincia di

Frosinone è caratterizzata dalla presenza di terrazzamenti e opere funzionali alla coltura olivicola

che giocano un ruolo rilevante per la conservazione del paesaggio e la difesa dal dissesto

idrogeologico. Il fatto che l’unica provincia del Lazio a non avere un olio “DOP” sia proprio quella

del frusinate mostra, crediamo, in maniera illuminante il percorso da seguire e che abbiamo

intrapreso.

Il discorso “olivicoltura, custodia e rigenerazione del territorio – mediante la creazione di network

tra aziende – sia nell’ottica della produzione sia in quella della piena valorizzazione del paesaggio

attraverso attività (infrastrutture, progetti, servizi) in grado di innalzare il potenziale derivante dalla

fruizione turistica del territorio”, rappresenta un fil rouge che attraversa tutta la nostra progettualità

e che crediamo indispensabile per il rilancio della regione Lazio.

Il netto aumento del reddito derivante da servizi ed attività multifunzionali in agricoltura (si veda il

Rapporto sullo Stato dell’Agricoltura – INEA anno 2014) richiede all’imprenditore agricolo di

confrontarsi con altri settori produttivi e nuovi bisogni. Inoltre la forte segmentazione della

domanda e un mercato sempre più globalizzato richiede necessariamente prodotti di qualità, dal

packaging attrattivo e ad alto valore aggiunto; ciò rende quanto mai necessario un rapporto diretto

con l’economia creativa, il mondo della ricerca e i cosiddetti “innovation broker”.

In particolare, si va intensificando la relazione tra agricoltura e istanze sociali: sempre più la

dimensione rurale viene immaginata e praticata quale cornice all’ interno di cui offrire servizi di

qualità e soprattutto sostenibili; ma allo stesso tempo, la crescita del settore in accezione

multifunzionale può stimolare lo sviluppo di interessanti sbocchi occupazionali, non solo per

l’imprenditoria in senso stretto ma anche per tutte quelle professionalità innovative che potrebbero

essere introdotte e sviluppate. Riteniamo che l’applicazione in sinergia di questi due elementi

possa essere una parziale risposta non solo a problematiche derivanti dall’attuale dinamica

occupazionale ma anche a quelle patologie di nuova generazione che si alimentano, spesso, a

partire da una tendenza all’inattività. In tale ottica si può affermare che la sinergia tra Aziende

Sanitarie Locali (in termini informativi) con operatori, formatori ed imprese agricole – volta

all’inserimento lavorativo di soggetti sensibili – sia uno strumento in grado di incidere

1 Tra le attività della cooperativa figurano un progetto finanziato con i Fondi della Misura 124 del PSR Lazio 2007-

20013, concernente l’ “Innovazione della filiera olivicola attraverso lo sviluppo tecnologico finalizzato al rafforzamento

delle sinergie aziendali e della qualità del prodotto”, e un progetto di promozione finanziato dalla Misura 133

concernente il “Sostegno alle Associazioni di produttori per le attività di promozione e informazione riguardanti i

prodotti che rientrano nei sistemi di qualità alimentare”

2 Si veda l’abstract progettuale sull’”internazionalizzazione” e il lavoro sviluppato con l’Istituto Santi e il Com.It.Es

positivamente sia sulla tendenza alla diversificazione funzionale aziendale in termini socio-sanitari,

sia sulla capacità di reinserire, formare e dare nuove prospettive al capitale umano ad oggi

emarginato.

Immaginare una sinergia stretta tra ruralità ed erogazione di servizi alla persona, consente sia di

intravedere nuovi campi di sperimentazione per l’individuazione di strumenti e pratiche finalizzati a

rendere sempre più efficaci i percorsi di sostegno ai soggetti svantaggiati, sia di trovare mezzi utili

a sostenere il reddito delle imprese agricole e quindi, indirettamente, combattere lo spopolamento,

l’abbandono (o l’aggressione speculativa) del territorio.

Lo spopolamento è uno dei fenomeni da tempo al centro della nostra attenzione analitica e

progettuale. Il senso del lavoro fin qui sviluppato da ELP, infatti, muove verso il contrasto

all’abbandono dei centri di cui il paesaggio rurale laziale (e non solo) è costellato. Ciò attraverso

l’introduzione di progettualità che intendono di avvicinare nuove risorse umane e professionali al

mondo imprenditoriale del settore primario o attività associate (in particolare attraverso esperienze

cooperativistiche). Il fine è quello di stimolare la rigenerazione di quei territori (e le rispettive

economie), oggi caratterizzati da un lento declino.

Questa progettualità rappresenta uno degli architravi fondamentali dell’attività sviluppata nel

territorio della Sabinac(vedi scheda su Rieti), ma riveste la stessa centralità in tutti i territori

individuati, anche in relazione al tema fondamentale del contrasto al dissesto idrogeologico.

Si osserva come il tessuto rurale sia fortemente attraversato da manodopera proveniente da altri

paesi. Questa dinamica deve garantire inclusione sociale e integrazione e darsi come opportunità

sia per l’imprenditoria, sia per i lavoratori. La formazione, il mentoring e le tutele sociali

rappresentano alcuni dei percorsi necessari da strutturare ma ancor di più, nel territorio in oggetto

(in cui gran parte della manodopera straniera è impiegata nel comparto edile), diviene

fondamentale stimolare ed accompagnare finanziariamente iniziative imprenditoriali avviate da

lavoratori stranieri. Imprese e cooperative in grado di collocarsi nel quadro della green economy

applicata all’edilizia divengono una scommessa fondamentale per rilanciare il territorio, per questo

sin da ora stiamo lavorando sulle possibili traiettorie progettuali in grado di coniugare sociale,

riqualificazione urbana, innovazione e formazione. Così come creare cooperative di lavoratori

stagionali in ambito primario, in grado di assecondare le tempistiche agricole, fatte di cicli e di

molteplici azioni, ma anche di operare su attività affini quali tutela e valorizzazione del territorio

diviene una scommessa fondamentale nelle suggestioni progettuali sull’areale reatino. Cooperative

che possono arginare la piaga del lavoro sommerso e del caporalato: una dialettica tra domanda

ed offerta fatta di progettualità e chiarezza.

La partita legata all’avvio di start up imprenditoriali da parte di migranti e, soprattutto, la possibilità

di accesso al credito diviene una sfida a nostro avviso fondamentale. Soprattutto in agricoltura,

dove si semina oggi per raccogliere tra anni, il sostegno degli istituti bancari diviene

imprescindibile: questo vale tanto per i giovani che non hanno garanzie derivanti da proprietà,

quanto per quei lavoratori stranieri che vorrebbero progettare la propria vita in Italia intraprendendo

la strada di auto-imprenditorialità.

La forte disoccupazione spesso caratterizza un capitale umano giovane, formato e dinamico. Si

pensi ai “Writers” dell’economia immateriale, della creatività e dell’innovazione che molto spesso

devono solo rafforzare i propri colori (attraverso formazione, guida all’autoimprenditorialità o

apertura a reti e network) o tracciare solchi più profondi (capitale, start – up di impresa,

aggregazione, rafforzamento e differenziazione dell’offerta). La costruzione di hub fisici che

ospitano una pluralità di aspirazioni, capacità, intraprendenze e suggestioni condivise, potrebbe

rappresentare quel “fare sistema” in grado di rendere competitivi e appetibili alla domanda le

singole individualità: l’interlocuzione con la dimensione rurale, le numerose piccole aziende ed

imprese dell’indotto dell’ agrifood, del turismo e dei servizi ad essi connessi può rappresentare uno

dei principali ambiti di relazione di questi hub.

Il moltiplicarsi di attività occupazionali attraversate da una molteplicità di soggetti, di vite e di

aspirazioni può dare un contributo alla riqualificazione di quei centri storici che rappresentano un

unicum del nostro paesaggio, dotati di immenso fascino. Ebbene, animare i viottoli antichi, gli spazi

intrisi di storia con attività che fanno del design, dell’innovazione il proprio punto di forza, con

percorsi culturali ed enogastronomici o con la riscoperta di arti e mestieri che si sono adeguati ai

tempi può essere il cammino da intraprendere

La dialettica tra potenziali network ( hub creativi, tessuto imprenditoriale agricolo, istituzioni, le

plurali forme dell’attività turistica, il terzo settore) richiede cabine di regia in grado di porsi come

sede per sviluppare in modo condiviso l’ ideazione, la proposta, la creazione, la gestione e la

misurazione degli effetti di questa interlocuzione.

…SU QUESTA STRADA…

Sulla scorta dei ragionamenti e delle analisi cui si è accennato precedentemente, La Cooperativa

ELP, con l’Associazione TA’M TERRAE, sta dando vita al Laboratorio Grid: attività culturali che

spaziano dalla storia dello sport alla moda e al costume attraversando letterature, geografie,

fotogrammi, disegni e sapori. Sì, sapori, per avere sempre in bocca la ricchezza e le potenzialità

del nostro patrimonio rurale : uno scrigno di paesaggi, conoscenze, testimonianze e prodotti.

In Via della Repubblica 48 – 52 a Frosinone, presto prenderanno vita una serie di iniziative quali:

Mowine Retrospettive dal Territorio

Gustare, leggere, immaginare territori.

L’idea è quella di narrare alcuni territori mediante storie e suggestioni offerte dal patrimonio

enogastronomico, dalla forza espressiva di una pellicola o dalla trama sociale delle aree

geografiche che fanno da cornice a questo viaggio virtuale. Abbiamo scelto di porre il vino come

trait d’union tra i singoli appuntamenti, sottofondo culturale in grado di accompagnarci tra le fitte

trame di popoli e territori. Allo stesso tempo attraverso la parzialità di una storia, il punto di vista di

un personaggio e le emozioni suscitate da un film, vogliamo trovare spunti per condividere

conoscenze su altri orizzonti.

Ciascun appuntamento sarà corredato da schede di approfondimento e promozione dei territori, da

una mappatura delle principali cantine della zona geografica in oggetto e da un bouquet di

suggestioni letterarie associate.

In ciascuna serata si degusteranno due vini e un liquore accompagnati dalla proiezione di un film e

da schede informative su prodotti enogastronomici, patrimonio letterario e percorsi turistici

PILLOLE DI GUSTO – giornata caratterizzata da una molteplicità di spunti e dedicata a

cortometraggi sulla tematica del viaggio e della scoperta dei luoghi accompagnati da una gamma

di sapori concentrati in “tapas” da gustare.

FESTIVAL DEI VOLTI, DELLE STORIE E DEI TERRITORI – Tutte le iniziative rappresentano

anche il volano per il Festival Video in collaborazione con l’Istituto Fernando Santi cui saranno

invitati a partecipare Scuole, cittadini, HUB e associazioni legati al mondo della cinefilia provenienti

da tutta Europa e dal bacino Mediterraneo.

Atelier

È UNA RESIDENZA ARTISTICA, è un luminoso spazio dedicato all’arte, alla creatività e alla

cultura.

Un’autentica e accogliente casa-laboratorio nella quale si produce, si espone e si promuove l’arte

e il

design, dove si svolgono workshop, seminari, incontri, degustazioni e concerti. L’Atelier GRID

promuove un progetto “ abitativo “per artisti, provenienti da tutta Europa e Italia, che valorizza il

caratteristico centro storico come luogo di riflessione, ricerca, elaborazione e condivisione. In

cambio dell’ospitalità dell’Atelier, in genere una o più settimane, gli artisti condividono il proprio

percorso artistico con il luogo e la comunità. Per quel periodo l’Atelier diventa la loro vera e

propria casa, dove sono liberi di produrre le loro opere e interagire con il luogo, le persone, la

natura.

Vogliamo far sì che design e moda siano in relazione, da un lato, con gli altri ambiti di intervento

forieri di suggestioni e di contaminazioni, dall’altro far sì che si pongano in una dialettica

continuativa con il territorio e con le sue accezioni produttive, paesaggistiche, sociali e culturali.

Laboratorio:

1 – Dare vita ad approfondimenti e sperimentazioni legati alla tecnologia dei tessuti, alla

produzione di materiali innovativi e al disegno. La moda diventa un vettore per apprendere,

innovare e chiedersi come poter utilizzare le risorse e i prodotti agricoli “no – food”.

2 -Far propria la filosofia dell’atelier attraverso creazioni che sono fortemente legate alla dialettica

HUB – territorio – moda – altre arti. Da cui lo sviluppo di linee in grado di coniugare l’arte del

fumetto con l’educazione alimentare e la gastronomia

3 – Design innovativo in grado di recepire le connessioni derivanti da uno studio interno delle

tendenze e da una stretta relazione con l’editoria del settore.

Hub: si costituisce come spazio fisico volto a mettere in sinergia percorsi di designer, artisti e

stilisti italiani e stranieri cercando di mettere in relazione non solo esperienze individuali ma

soprattutto percorsi collettivi.

Creazione di studio e di momenti di confronto teorici e pratici (laboratori, workshop, seminari)

mediante cui affrontare la tematica dell’innovazione e la sperimentazione della moda e del design.

Allo stesso tempo il percorso di GRID ritiene fondamentale lo studio di quella che è la storia della

moda. Pertanto saranno sviluppati focus e momenti di approfondimento su come il costume abbia

caratterizzato la società e con particolare attenzione alle fasi in cui la moda è stata vettore e sintesi

di mutamenti sociali e culturali.

Tutti gli appuntamenti avranno stretta connessione con la dimensione editoriale giacché fare moda

e scrivere di moda, rappresentano due ambiti che si arricchiscono reciprocamente, in un armonico

ballo , tra idea, disegno ed interpretazione.

Di saperi e tracce Passaggi storici:

Ciclo seminariale “Conflitto e Ricomposizione” sulle dinamiche economiche e sociali che

hanno caratterizzato e caratterizzano gli equilibri tra tessuto produttivo, capitale umano e

agricoltura: la mancata riforma agraria, le migrazioni, l’abbandono dei campi.

Searching Zone Attraverso focus, seminari e giornate di studio verranno promosse o

approfondite ricerche su tematiche di ricerca quali: le trasformazioni in agricoltura, il concetto e la

pratica della multifunzionalità aziendale, gli usi civici, il rapporto tra urbano e non – urbano,

l’armonizzazione normativa all’interno dell’UE.

Sport

Lo sport attraverso immagini, racconti e incontri. Appuntamenti sulla tematica sportiva intesa

come specchio socio-culturale.

La volontà di Grid e dell’ Associazione Culturale Ta’m Terrae di parlare di sport, nasce dal punto di

vista secondo cui parlare di sport implica parlare di cultura, società ed arte. Tracciare il profilo di

particolari momenti, o il volto dei personaggi che li hanno caratterizzati significa raccontare storie

della nostra storia.

La nostra attenzione si focalizzerà su episodi in cui un contropiede si è dato come Kairos o una

pedalata è divenuta tela per pennellate di un conflitto geopolitico, oppure un podio alle Olimpiadi è

divenuto palcoscenico per dire basta ad ingiustizie e segregazioni.

Foyer

Avviciniamo il teatro e la musica sinfonica al mondo dell’enogastronomia creando dei percorsi di

gusto e dei focus tematici su arte, letteratura, storia, moda e costume. Gli eventi si coordineranno

con il programma del teatro e dell’auditorium cittadini per costituirsi come approfondimenti e

contestualizzazioni “conditi di gusto” sulle opere messe in scena.

Laboratori per bambini

Si svilupperanno a partire dal mese di Marzo laboratori per bambini che affronteranno,

integrandole, diverse tematiche quali la geografia, il disegno e la creatività e la moda. Tali

appuntamenti ludico-didattici saranno accompagnati da un tandem di figure professionali idonee a

garantire una opportuna interazione dei bambini e un reale processo di apprendimento/gioco.

Coworking

Casa delle persone e delle associazioni: mettiamo a disposizione i nostri spazi per ospitare

studenti, professionisti e giovani creativi che vogliano condividere l’ufficio con altri per scambiare

competenze, sogni e progetti. Allo stesso modo ci rendiamo disponibili ad ospitare iniziative di altre

organizzazioni. Inoltre daremo vita a corsi di aggiornamento , workshop, laboratori ed eventi

formativi su diverse tematiche legate al mondo della creatività, dell’autoimprenditorialità e della

progettazione.

Bistrot “dei territori” Sfumature di gusto.

Il “Bistrot dei Territori” si propone come spazio fisico all’interno di Grid capace di accogliere le

seguenti tipologie di attività, corrispondenti, sostanzialmente, a tre “spazi” funzionali:

1. “Vetrina del Lazio e delle Regioni d’Europa”, destinata a promuovere le produzioni

enogastronomiche tipiche del nostro e di altri territori, particolare attenzione sarà volta a

quei prodotti a marchio Dop e Igp in grado di veicolare qualità e tipicità.

2. “Il Bistrot del gusto” . Durante le iniziative organizzate nello spazio sarà possibile

assaggiare prodotti, per un peculiare viaggio gustativo. Il prodotto gastronomico diventa

pertanto sineddoche (sintesi, espressione, medium) di un territorio; vettore di conoscenza

di tutti gli aspetti che ne costituiscono l’identità , creando un percorso di interazione volto

alla scoperta.

InfoELP “territorio e prodotto, tra viaggio e commercio”

 Tramite la collaborazione con Agia Lazio e Aziende Aperte il progetto si muoverà verso

dinamiche commerciali, che puntano a promuovere le eccellenze agroalimentari Laziali,

presso le comunità italiane residenti all’estero favorendo la creazione di rapporti tra

imprenditori italiani ed esteri.

Attraverso la partnership con l’Istituto Santi invece si cureranno le dinamiche legate al lavoro e alla

formazione per i giovani, creando un processo che intende favorire la mixitè culturale e tecnica tra giovani

italiani e loro omologhi stranieri, tramite periodi formativi e di scambio. La sinergia tra le varie dinamiche va

a porre una base per un’ aggregazione dell’offerta. Lo sportello garantisce inoltre ricerca e studio di bandi in

grado di promuovere territori e prodotti .

 Lo spazio sarà anche centro informativo, dando la possibilità di conoscere tutti quei

percorsi territoriali legati alla ruralità e alla gastronomia. Inoltre sarà possibile chiedere

informazioni su prodotti tipici, aziende produttrici, imprese agricole e multifunzionalità, ma

anche attrazioni territoriali, rurali e storiche.

Il desk è in grado di offrire una conoscenza completa e dettagliata della dimensione locale e regionale del

Lazio, tramite contatti diretti con agricoltori, aziende, curatori di spazi itineranti strettamente legati ad attività

sportive, conoscitive e culturali; allo stesso tempo l’obiettivo e quello di favorire relazioni e scambi con le

ruralità di altre parti del mondo.

 Possibilità di mettere in relazione gli utenti dello sportello con associazioni di categoria quali

Cia ed Agia Lazio in grado di offrire consulenze e attività di accompagnamento.

 Sportello informativo su possibili traiettorie lavorative rivolto a qualsiasi giovane

intenzionato ad iniziare un nuovo iter all’estero.