A Itri l’integrazione sociale passa attraverso la riscoperta di antichi frantoi

Fonte: www.h24notizie.com   Articolo di

L’integrazione sociale a Itri passa attraverso varie iniziative nelle quali si uniscono le forze per raggiungere un risultato comune.

Nell’ambito del progetto Sprar – Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati – il piccolo comune aurunco è riuscito a realizzare un progetto che ha come obiettivo ultimo la riscoperta di percorsi storici. Un lavoro che si sta svolgendo di concerto tra il Comune, il laboratorio dell’olio e dell’oliva “CoUlture”, gli immigrati ospiti a Itri, i proprietari di siti dismessi e i cittadini che vogliono prestare la propria opera. Un’idea volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza storica e culturale che questi siti hanno per la città e un invito a partecipare per sentirsi parte attiva in un processo di riscoperta di antichi valori anche attraverso la valorizzazione di reperti storici.

Proprio in questi giorni nell’ambito dell’iniziativa finalizzata alla “pulizia di siti archeologici” il gruppo di lavoro si sta impegnando nella pulizia e nella ristrutturazione di vecchi frantoi. E Itri, secondo uno studio realizzato da Paolo Arzano, conta ben 100 frantoi.

L’idea più ambiziosa è di riuscire a costruire un Percorso di antichi frantoi.

Frantoio-ItriIl “Montano”, così viene chiamato in dialetto itrano il frantoio, è legato a doppio filo con la storia e la cultura locale. Le olive, l’olio sono da sempre sostanziali per l’economia locale. E il giornalista Orazio La Rocca ha messo a disposizione il suo antico frantoio situato dietro la piazza di Santa Maria Maggiore per dare l’avvio a quella riscoperta che consentirà di conseguire il risultato ultimo di dare vita ad un “percorso”.

Insieme i ragazzi del progetto Sprar, coordinati da Rino Soprano, lo stesso giornalista e un operatore agricolo hanno lavorato duramente per riportare al suo antico splendore il “Montano”.

Domani si terrà l’ultima tappa dell’intervento, quella nel corso della quale verrà valutato il tipo di illuminazione utile a dare risalto al sito.

Il progetto nasce da un’idea del laboratorio “CoUlture” che si propone di mettere in relazione diversi soggetti per perseguire obiettivi che vedono le olive e l’olio come l’impulso utile a rigenerare e, quindi, far crescere il territorio.

PROGETTI E FINALITA’ DEL LABORATORIO “COULTURE”

“Lo studio e l’approfondimento di quanto emerso rappresentano la condizione necessaria per calibrare e definire le traiettorie e le progettualità future che hanno trovato linfa, forza ed idee nei seminari e tavoli di lavoro realizzati nella bellissima cornice offerta dalla cittadina itrana”.

Gli organizzatori del laboratorio chiariscono le finalità che intendono perseguire.

“Riteniamo di poter dare, senza pericolo di essere smentiti, un giudizio estremamente positivo dell’impegno assunto. CoUlture ha raggiunto l’obiettivo prefissato: interpretare e declinare l’olivicoltura in termini di potenzialità, far dialogare e porre in relazione una pluralità di soggetti, competenze e progettualità che ‘vedono l’olivicoltura come importante dinamo di rigenerazione territoriale’.

L’iniziativa, a cui hanno partecipato numerosi relatori, in rappresentanza del mondo della politica, della ricerca, dell’associazionismo e della società civile si è strutturata come un ‘vero e proprio laboratorio’, in cui contaminazione e multidisciplinarietà sono state due fondamentali chiavi di lettura e interpretazione. Allo stesso tempo ciascun appuntamento è stato in grado di individuare e definire obiettivi da praticare e raggiungere anche nel breve periodo. Questo dato rappresenta uno degli elementi di maggiore interesse, poiché, da un lato permette di ‘percorrere iter sostenibili’, dall’altro avvia un processo di individuazione rivalutazione delle potenziali risorse sul territorio.

Tale risultato è stato raggiunto soprattutto grazie alla passione ed al ‘vincolo ancestrale’ che lega il territorio itrano ed i suoi abitanti all’ulivo ed ai suoi splendidi frutti. Questo dato non può e non deve rappresentare solo una testimonianza, ma deve essere il punto di partenza per far sì che l’olivicoltura diventi patrimonio e volano di crescita. In tal senso gli abitanti di Itri hanno un dono ed un obbligo etico. Ed è per questo che i momenti di confronto con gli alunni dell’istituto agrario, il laboratorio con i bambini e la degustazione dell’olio sono stati aspetti cruciali, in cui la condivisione di saperi e “la formazione” sono condizioni necessarie.

Nel laboratorio dell’olio e dell’oliva si è parlato di cultura e di progettualità territoriale partendo dall’olivicoltura. Questo è il punto da cui ripartire già domani forti di energie, di idee e di professionalità che hanno attraversato e arricchito ogni momento del lavoro svolto.

Da qui è necessario partire per rilanciare con forza quel tessuto produttivo e imprenditoriale che è stato uno dei perni dell’iniziativa: la loro forza e la loro passione richiedono un necessario impegno nel prossimo futuro. E’ una sfida che richiede la partecipazione di istituzioni ed associazioni di categoria ed è condizione necessaria per dar seguito alle progettualità immaginate ed avviate”.

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