Coronavirus: Bellanova a ministri Ue, piano rilancio per settori in sofferenza

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Un piano concreto di rilancio, dotato di adeguate risorse finanziarie, per sostenere le imprese agricole europee, soprattutto quelle dei settori più colpiti.

E’ questa la sollecitazione lanciata dalla ministra Teresa Bellanova agli altri ministri dell’Agricoltura dell’Ue, nel corso del nuovo Consiglio Agrifish, convocato in videoconferenza dalla presidenza croata per fare il punto sulle misure adottate finora in relazione al Covid-19 e volte a limitare l’impatto negativo della pandemia sul comparto primario.

Il settore agricolo ha avuto un ruolo fondamentale in questa fase, garantendo ai cittadini europei un approvvigionamento alimentare costante, sostenibile e di qualità. Per tale ragione -ha evidenziato Bellanova- dobbiamo fare ogni sforzo possibile per sostenere le imprese agricole, soprattutto quelle che operano nei settori più colpiti. E di questo auspico se ne dia dovutamente conto anche con la strategia ‘Farm to Fork’, che la Commissione ha annunciato per la fine di questo mese”.

Quanto ai singoli punti, “alcune misure adottate -ha detto la ministra italiana- in particolare gli stoccaggi privati, vanno sicuramente nella direzione auspicata, anche se si tratta di misure caratterizzate da una portata molto limitata oppure di bassa efficacia, molto costose e obsolete, o purtroppo incomplete. E su questo chiedo alla Commissione un intervento deciso”.

Per il settore vitivinicolo, Bellanova ha valutato insufficiente “solo una maggiore flessibilità” e urgente “un piano concreto di rilancio, dotato di adeguate risorse finanziarie, in particolare per investire sulla promozione”. Così per il settore ortofrutticolo, secondo la ministra “occorre aumentare il tasso di cofinanziamento comunitario nei fondi di esercizio dei programmi operativi, operazione a costo zero per il bilancio dell’Unione”.

Sul florovivaismo invece, ha aggiunto Bellanova, “pianificare solo la produzione nel settore del fiore reciso serve a ben poco, se consideriamo che l’intera produzione dei mesi di marzo e aprile è stata distrutta o destinata al macero”. Mentre sullo sviluppo rurale “la proposta della Commissione è molto interessante, ma la portata è troppo limitata. La gravità della situazione impone un’apertura maggiore. Chiediamo che il limite dell’1% sia elevato al 5%”.

Infine, ha concluso Bellanova, “la Politica agricola comune deve essere riportata al centro dell’attenzione politica della futura Unione e la Commissione si deve far sentire. Non è pensabile, tra l’altro in piena emergenza Coronavirus, attribuire alla Pac colpe che non ha e che potrebbero essere facilmente affrontate, garantendo una più efficace tracciabilità e trasparenza nella catena alimentare, rendendo obbligatoria l’indicazione dell’origine delle materie prime in etichetta”.

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