Dalla Majella alla costa dei Trabocchi: scopriamo l’Abruzzo

Riportiamo alcune bellissime immagini, per raccontare attraverso dei fotogrammi quella che è una regione fantastica: L’ Abruzzo.

Una regione che grazie ad una puntuale strategia ed un investimento forte nel settore agroalimentare e quello turistico è riuscita a crescere notevolmente negli ultimi 15 anni, e che può oggi annoverare produzione vitivinicole di altissima qualità fortemente presenti nel mercato come il Pecorino nonchè un’offerta particolare e suggestiva in termini turistici grazie alla connessione tra prodotto tipico ed eccellenze locali.

Arrosticino, trabocchi, parchi, sentieri ed escursioni, rappresentano non solo parole ma veri e propri sistemi economici e culturali, mediante cui si sta rigenerando un territorio che nonostante le due catastrofi, quella del 2009 che ha avuto il suo epicentro proprio nel cuore della regione e quella del 2016, è stata in grado di crescere fortemente.

Questo risultato non può essere raggiunto solo con il buon governo ma si è data grazie alle attività svolte da quei soggetti intermedi che rappresentano la necessaria cinghia di trasmissione tra governance e territorio.

https://www.ciaabruzzo.it/cia-news?Id=1856&IdA=1

E ancor più alto diviene l’obiettivo raggiungibile quando si è in grado di interpretare plasmare e declinare in termini moltitudinari le infrastrutture e il paesaggio, ed in questo il lavoro fatto dai GAL, ad esempio sulla costruzione di piste ciclabili in grado di attraversare e connettere aree lontane, favorendo turismo, attività commerciali e aziende agricole, in una dimensione ampia che vada oltre il triste perimetro comunale di ormai consuetudinaria laziale memoria (https://viaverdedeitrabocchi.info/).

Ed è per questo che in connessione con alcuni GAL della regione Lazio, la cooperativa ELP sta cercando di costruire, attraverso riunioni, momenti di brainstorming e sopralluoghi nel territorio, due progetti volti a far sinergia tra le regioni, sia attraverso la valorizzazione dei tratturi, sia mediante la costruzione di un percorso dall’adriatico al tirreno che rappresenti un sistema integrato di turismo e di scoperta delle eccellenze territoriale dalla costa dei trabocchi alla riviera di Ulisse, passando attraverso quel patrimonio enorme rappresentato dalla Ciociaria e dalla Marsica.

Ancor più cruciale è la necessità e l’urgenza di guardare al nuovo PSR e al nuovo piano strategico nazionale, come strumenti necessari per rigenerare non solo col necessario apporto economico, ma anche con strategie integrate ed interconnesse, i territori falcidiati dal terremoto del 2016 che rappresentano anche aree interne e svantaggiate, zone difficili in cui è necessario e quanto mai opportuno coniugare in un’unica architettura strategica flussi turistici, rigenerazione territoriale e aspetto sociale. FEASR e PORFESR come due gambre per raggiungere un traguardo comune: il rilancio.

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