DOVE CULTURA E’ SINONIMO DI OLIVICOLTURA

Al termine dell’iniziativa “C(o)ulture: laboratorio dell’olio e dell’oliva” tenutasi ad Itri il 9 e 10 dicembre abbiamo ritenuto opportuno, e quanto mai utile, condividere analisi e considerazioni sviluppate al termine della due giorni.

Lo studio e l’approfondimento di quanto emerso rappresentano, a nostro avviso, la condizione necessaria per calibrare e definire le traiettorie e le progettualità future, che hanno trovato linfa, forza ed idee nei seminari e tavoli di lavoro realizzati nella bellissima cornice offerta dalla cittadina itrana.

Riteniamo di poter dare, senza dubbio di essere smentiti, un giudizio estremamente  positivo sull’intera manifestazione. C(o)ulture ha raggiunto l’obiettivo prefissato: interpretare e declinare l’olivicoltura in termini di potenzialità; far dialogare e porre in relazione, da differenti prospettive e con differenti linguaggi, una pluralità di soggetti, di competenze e di progettualità che “vedono l’olivicoltura come importante dinamo di rigenerazione territoriale”.

L’iniziativa, a cui hanno partecipato numerosi relatori, in rappresentanza del mondo della politica, della ricerca, dell’associazionismo e della società civile si è strutturata come un “vero e proprio laboratorio”, in cui contaminazione e multidisciplinarietà sono state due fondamentali chiavi di lettura e di interpretazione. Allo stesso tempo ciascun  appuntamento è stato in grado di individuare e definire obiettivi da praticare e  raggiungere anche nel breve periodo; questo dato rappresenta uno degli elementi di maggiore interesse, poiché, da un lato permette di “percorrere iter sostenibili”, dall’altro avvia un processo di “individuazione e messa a valore delle potenziali risorse sul territorio” (quest’ultimo aspetto risulta quanto mai opportuno nel pieno di un PSR che deve essere un reale volano di sviluppo per la ruralità).

Tale risultato è stato raggiunto soprattutto grazie alla passione ed al “vincolo ancestrale” che lega il territorio itrano ed i suoi abitanti all’ulivo ed ai suoi splendidi frutti. Questo dato non può e non deve rappresentare solo una testimonianza, ma deve essere il punto di partenza per far sì che nel  territorio l’olivicoltura diventi “patrimonio e volano di crescita”. In tal senso gli abitanti di Itri hanno un dono ed un obbligo etico. Ed è per questo che i momenti di confronto con gli alunni dell’istituto agrario, il laboratorio con i bambini e la degustazione dell’olio sono stati aspetti cruciali, in cui la condivisione di saperi e “la formazione” sono condizioni necessarie.

Nel laboratorio dell’olio e dell’oliva  si è parlato di cultura e di progettualità territoriale partendo dall’olivicoltura. Questo è il punto da cui ripartire già domani, forti dell’accumulazione di energie, di idee e professionalità che hanno attraversato e arricchito ogni momento della due giorni. Da qui è necessario partire per rilanciare con forza quel tessuto produttivo ed imprenditoriale che è stato uno dei perni dell’iniziativa: la loro forza e la loro passione richiedono un necessario impegno nel prossimo futuro. E’ una sfida che richiede la partecipazione di istituzioni ed associazioni di categoria, ed è condizione necessaria per dar seguito alle progettualità immaginate ed avviate.

Gli organizzatori

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