ELP chiama L'Europa risponde… attenzione!

L’incontro con il Vicepresidente del parlamento Europeo David Sassoli svoltosi a Ceprano, che è stato introdotto dalla Cooperativa ELP e che ha visto per gran parte della propria argomentazione tematiche a noi care,  ha definito a tinte fosche la situazione dell’Italia sui fondi strutturali.

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A suffragare questo ragionamento, che sottolinea come il Lazio sia in una situazione disastrosa per quanto concerne i fondi strutturali,  e di come l’agricoltura e inerenti fondi siano in condizioni ancor peggiori, l’articolo pubblicato dal Corriere della Sera a firma di Sergio Rizzo.

Il convegno si è aperto  con le analisi del Presidente della cooperativa ELP Matteo Salvadori e dagli altri relatori sulla necessità di sviluppare in termini di sistema la ruralità, e di dare al GAL il ruolo di agenzia territoriale in grado di avere un interlocuzione diretta con gli esponenti politici e l’Unione Europea, in quanto la situazione è critica.

E’ evidente che sullo sviluppo territoriale si gioco una partita importante anche in termini di sviluppo della nostra società e del futuro dell’Italia, particolare questo emerso durante le dialettiche di confronto in particolare con l’associazione di categoria COPAGRI, rappresentata dal suo vicepresidente nazionale Ranaldi, in quanto emerge chiaramente la differenza di impostazioni: da un lato quella agricola dall’altro quella che mira ad uno sviluppo territoriale.

A nostro avviso, cosa sottolineata anche dal presidente Sassoli, queste due dinamiche possono fare sinergia, ma solo attraverso una chiarezza progettuale, e delle Regioni che siano in grado di sviluppare la propria funzione, oppure , cosa che non ci auguriamo, possibilità espressa dal vicepresidente Sassoli, di ridurre il potere delle Regioni e farle diventare strumenti esecutivi.

Noi poniamo un’allarme su questa possibilità, capiamo il ragionamento espresso da Sassoli, dato che ad oggi l’Italia ha speso solo l’1,2% dei 73, 6 Miliardi a disposizione dai vari fondi nella programmazione 2014/2020, capiamo la sua analisi, ma non riusciamo ad immaginare di accentrare tutto perchè le Regioni non hanno competenze.

Probabilmente è arrivato il momento di fare un discorso serio riguardante le capacità, le skills e anche la meritocrazia per quanto concerne le professionalità che sono sedute in ruoli chiave.

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