GAL del Lazio: alcuni passaggi necessari

Riportiamo alcune considerazioni di sintesi e di analisi emerse dall’ incontro del 18 Aprile promosso dalla Cooperativa ELP  e dagli On. Spilabotte, Zaccagnini e Pastorelli , che ha visto coinvolti numerosi attori privati, portatori di interessi collettivi dello sviluppo territoriale.

E’ nostra intenzione condividere il seguente documento con l’Assessore Hausmann e con i dirigenti competenti poichè riteniamo che possano rappresentare un interessante spunto e stimolo .

Il ritardo allarmante con cui si sta avviando la fase operativa dei GAL nella Regione Lazio, dovuto in parte a ritardi strutturali delle strutture competenti, in parte ai ricorsi vari avviati dai Gruppi di Azione ritenuti ammissibili ma non finanziabili dalla commissione valutatrice, sta mettendo in difficoltà non solo la Regione stessa (che con uno sconfortante 0% di SPESA, ad oggi, sul PSR si pone certamente tra i fanalini di coda in Europa per l’attuazione del FEASR – a tal fine si rammenta che entro il 31 dicembre 2018 l’attuazione del PSR Lazio 2014/2020 deve consentire “la rendicontazione di una spesa pari a circa Euro 170 milioni, al fine di evitare l’applicazione del disimpegno automatico”.) ma anche quanti hanno lavorato con professionalità e impegno per la realizzazione dei PIANI DI SVILUPPO LOCALE presentati entro il 31 Maggio del 2016.

Non solo. Il ritardo accumulato, mette in serio pericolo la funzione stessa dei Gruppi di Azione Locale e l’efficacia dell’approccio LEADER andando ad incidere negativamente sulla QUALITÀ DEGLI INTERVENTI (effettuati in fretta per “spendere”) e sulla loro effettiva coerenza con quanto delineato nei PSL. A questo punto si pongono tre questioni importanti, che vorremmo porre all’attenzione degli operatori e dei decisori che animano i partenariati locali e le strutture regionali:

1- SPESA: Risolti i ricorsi al TAR, pronte molte delle strutture amministrative e direttive dei GAL, è necessario avviare rapidamente la fase di concertazione, per dare il via, finalmente, alla fase operativa. Appare infatti evidente “la necessità di procedere con speditezza all’attuazione dei Piani di Sviluppo Locale selezionati, al fine di realizzare gli investimenti sui territori interessati e nei tempi stabiliti dalla normativa dell’Unione Europea”.

2- PIANI DI SVILUPPO LOCALE: La Misura 19.1 prevede la possibilità di richiedere il contributo per la copertura delle spese di realizzazione del PSL a prescindere dall’ingresso tra i GAL finanziati. Il requisito indispensabile è quello dell’ ammissibilità (aver superato il punteggio minimo di 4 punti). Tutti i GAL in graduatoria (ammessi e non ammessi a finanziamento) hanno superato la soglia dei 4 punti, quindi crediamo che si possa, indipendentemente dai punteggi, attribuire almeno i fondi della 19.1, per riconoscere ai GAL le spese sostenute per la realizzazione dei piani;

3- QUALITA DEGLI INTERVENTI: E’ necessario, secondo noi, riconoscere ai GAL, da subito, il ruolo di “agenzie territoriali”. Questo per fare in modo che si crei sul territorio, da un lato, una cultura dello sviluppo locale che sopravviva alla logica della “spesa in emergenza” andando in direzione della qualità progettuale e della costruzione sistemica degli interventi, dall’altro che dia la possibilità ai GAL di divenire motore di sviluppo attingendo anche ad altri fondi strutturali ed esercitare a pieno la propria funzione di strumento di governance per la valorizzazione socioeconomica dei territori. Proprio in termini di rilancio dei contesti locali è importante ricordare che “la sospensione della Misura 19 – Sostegno allo Sviluppo Locale Leader determina anche il blocco dell’avvio di altre misure importanti del PSR Lazio 2014/2020 ed in particolare della Misura 7 che, attraverso il PPI (Progetto Pubblico Integrato), dovrebbe finanziare i territori dei Comuni non ricompresi nelle aree Leader”.

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