I PSR regionali 2014-2020 e il PEI “Produttività e sostenibilità del sistema agricolo”

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Il legislatore europeo, al fine di sostenere la ricerca in campo agricolo e favorire il raggiungimento degli obiettivi della strategia “Europe 2020” anche attraverso gli interventi per lo sviluppo rurale, ha proposto di implementare dei“Partenariati Europei per l’Innovazione” (PEI) anche in agricoltura.
I PEI sono particolari strumenti sperimentali volti a rafforzare l’orientamento alla ricerca e all’innovazione del sistema socio-economico europeo lanciati nell’ambito dell’Iniziativa Faro “Unione dell’Innovazione” della strategia “Europe 2020”.
I PEI che sono stati lanciati sono:
• Invecchiamento attivo,
• Produttività e sostenibilità del sistema agricolo,
Smart Cities and Communities,
• Acqua,
• Materie prime.
Il PEI “Produttività e sostenibilità del sistema agricolo” è volto a rafforzare la collaborazione tra i centri di ricerca (università e altri) e il mondo delle imprese agricole.
In particolare, gli obiettivi cardine del PEI, come indicati nella Comunicazione della Commissione ‘Communication on the European Innovation Partnership on ‘Agricultural Productivity and sustainability’ (COM (2012) 79 del 29 febbraio 2012) sono:
• promuovere la produttività e l’efficienza agricola,
• garantire la sostenibilità dell’agricoltura (in particolare la funzionalità dei suoli).
Obiettivi e strumenti del PEI “Produttività e sostenibilità del sistema agricolo” sono disciplinati dal Titolo IV del Reg. (UE) N. 1305/2016, il principale riferimento normativo sulla politica di sviluppo rurale 2014-2020, sulla quale rimando al miopost “La struttura dei PSR regionali 2014-2020” del 10 maggio scorso. [1] In particolare, l’art. 55 fissa per il PEI i seguenti obiettivi:
• Promuovere un efficiente uso delle risorse, la competitività economica e una strategia di contrasto del cambiamento climatico per l’agricoltura e il settore forestale;
• Sostenere l’approvvigionamento di cibo, mangimi e biomateriali, anche nuovi;
• Migliorare i metodi di tutela dell’ambiente e di lotta al cambiamento climatico;
• Gettare ponti tra la ricerca e le tecnologie di punta, da un lato, e gli agricoltori, i gestori forestali, le comunità rurali, le imprese, le ONG e i servizi di consulenza dall’altro.
sunset-1390008_640Il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) sostiene questi obiettivi attraverso uno strumento specifico: i Gruppi Operativi costituiti da soggetti del mondo agricolo, tecnico e scientifico (agricoltori, ricercatori, consulenti, ecc.). [2] A supporto dei Gruppi Operativi (GO) il regolamento prevede la costituzione di una rete europea e di una rete nazionale, che consentiranno di trasferire a tutti gli operatori del comparto agricolo e forestale i risultati dei progetti di ricerca e le migliori pratiche. [3]

La ricerca in agricoltura: le opportunità di finanziamento di alcuni programmi a sostegno della ricerca in Italia

In generale, i progetti pilota riconducibili al PEI “agricolo” – che possono essere finanziati direttamente dallesottomisure 16.1 e 16.2 dei Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) regionali – potrebbero parimenti essere finanziati con altri Programmi dell’UE “a gestione diretta” e con tre Programmi pluriennali che verranno attuati in Italia a sostegno della ricerca, come evidenzia in termini sintetici il grafico che segue. [4] Grafico 1 – Principali Programmi potenzialmente utili per il finanziamento di progetti di ricerca ed innovazione nel settore agricolo
Programmi ricerca agricoltura
I tre Programmi pluriennali che verranno attuati in Italia più rilevanti per sostenere le attività di ricerca e di innovazione in agricoltura sono:
1. il Piano Nazionale della Ricerca 2015-2020 (PNR 2015-2020), strutturato intorno a 12 aree di specializzazione, riportate nel grafico che segue, che è stato approvato dal CIPE lo scorso 1° maggio e presentato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) il giorno successivo.
Grafico 2 – Le dodici aree di specializzazione del PNR 2015-2020
Aree specializzazione PNR
Il PNR 2015-2020 è integralmente finanziato con finanza pubblica nazionale ed annovera fra le quattro aree di specializzazione prioritarie anche “agrifood”.
Le sottomisure 16.1 e 16.2 dei PSR regionali inerenti il PEI “agricolo” presentano una elevata coerenza diretta con l’area di specializzazione “agrifood” e rilevanti legami indiretti con le aree “energia”, “salute” e “chimica verde” del PNR 2015-2020.
2. Il Piano strategico per l’innovazione e la ricerca nel settore agricolo, alimentare e forestale 2014 – 2020(gestito dal MIPAAF), che sarà oggetto presto di un post specifico. Tale Piano, finanziato con finanza pubblica nazionale, ovviamente, costituisce il termine di riferimento principale per ricercare ulteriori opportunità di finanziamento per dei progetti di ricerca e innovativi in campo agricolo [5].
3. Il Programma Operativo Nazionale “Ricerca e Innovazione” che è uno degli undici Programmi Operativi Nazionali (PON) previsti dall’Accordo di Partenariato nazionale sui Fondi Strutturali e di Investimento Europeo (Fondi SIE), fra i quali rientra anche il FEASR.
Il PON “Ricerca e Innovazione” interessa solo le otto regioni del Mezzogiorno storico, ossia Abruzzo, Molise e Sardegna (le c.d. “regioni in transizione”) e le cinque “regioni “in ritardo di sviluppo” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) ed è cofinanziato sia dal FESR, sia dal FSE.
Questo PON, ovviamente, non finanzia direttamente progetti di ricerca in agricoltura, ma nelle regioni interessate può certamente contribuire, in modo indiretto, a sostenere la propensione all’innovazione e la produttività anche degli operatori del settore primario e di quello della trasformazione dei prodotti agricoli. [6] ******
[1] La base normativa del PEI è da rinvenire nei seguenti articoli del Reg. (UE) N. 1305/2013:
Art. 35 – Misura 16 Cooperazione
Art. 53 – Networks (Rete rurale europea, Network di Partenariati Europei per l’Innovazione e Reti Rurali nazionali)
Art. 55 – Obiettivi dei PEI
Art. 56 – Gruppi Operativi
Art. 57 – Funzioni dei Gruppi Operativi.
[2] I Gruppi Operativi, disciplinati dall’art. 56, avranno i seguenti compiti (art. 57):
• formulare un piano (piano di ricerca–azione) che: (i) descrive il progetto innovativo da testare e implementare; (ii) descrive i risultati attesi del progetto e come questi risultare concorrono a migliorare la produttività del settore agricolo e il suo contributo alla sostenibilità ambientale;
• individuare e mettere in pratica azioni innovative.
La Misura 16 “Cooperazione” dei PSR regionali è quella che sostiene maggiormente il più elevato orientamento dei nuovi PSR a sostenere attività di ricerca e innovazione in agricoltura, anche più della Misura 1 “Trasferimento di conoscenza e azioni di informazione”. Questo soprattutto grazie alle due sottomisure – la 16.1 e la 16.2 – che sostengono i PEI. Sulle scelte operate dalle Regioni italiane in merito all’attuazione dei PEI nell’ambito dei Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) si veda l’interessante articolo: Vagnozzi A., Innovazione e Gruppi operativi: istruzioni d’uso, PianetaPSR, numero 50, febbraio 2016
[3] La rete europea è già sostenuta dall’azione di animazione dell’agenzia EIP-Agri, della quale si indica sotto il portale, dal quale trarre informazioni e scaricare documenti metodologici molto utili:
http://ec.europa.eu/agriculture/eip/index_en.htm
[4] Certamente il legame diretto più rilevante lo possiamo stabilire fra il PEI “agricolo” e il programma-quadro europeo per la ricerca Horizon 2020. In particolare gli ambiti tematici (“sfide sociali”) del III pilastro di Horizon 2020 particolarmente in linea con obiettivi e azioni del PEI “agricolo” sono:
– “sfida sociale” 2 (“Sicurezza alimentare, sostenibilità, e bio-economia”);
– “sfida sociale” 3 (“Energia sicura, pulita ed efficiente”);
– “sfida sociale” 5 (“Azione per il clima, ambiente, efficienza delle risorse e materie prime”).
[5] Il MIPPAF ha individuato “sei aree tematiche a carattere trasversale, che costituiscono il cuore del piano” (v. p. 7):
Area 1 – Aumento sostenibile della produttività, della redditività e dell’efficienza delle risorse negli agro ecosistemi.
Area 2 – Cambiamento climatico, biodiversità, funzionalità suoli e altri servizi ecologici e sociali dell’agricoltura.
Area 3 – Coordinamento e integrazione dei processi di filiera e potenziamento del ruolo dell’agricoltura.
Area 4 – Qualità, tipicità e sicurezza degli alimenti e stili di vita sani.
Area 5 – Utilizzo delle risorse biologiche a fini energetici e industriali.
Area 6 – Sviluppo e riorganizzazione del sistema della conoscenza per il settore agricolo, alimentare e forestale.
[6] Sulla politica di sviluppo rurale della UE avrò il piacere di tenere una docenza di due giorni – il 6 e 7 giugno – presso il CEIDA di Roma. Per maggiori informazioni sul corso “Le misure per lo sviluppo rurale della PAC 2014-2020 e i PSR regionali“, si veda il Programma riportato sul portale del CEIDA.

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