Il prodotto agricolo come fattore di crescita socio-economica e come condizione indispensabile per costruire la ruralità.

La rassegna I love bufala è un evento di grandissimo spessore che nel corso delle 23 edizioni si è sempre caratterizzato per far conoscere ai consumatori l’efficacia nella promozioni e nella valorizzazione degli ottimi prodotti della filiera bufalina di Amaseno (D.O.P. bufala campana) ma portatrice di un valore aggiunto dato da un’areale specifico.

Questa rassegna presenta anche un formidabile momento di confronto e di analisi di quella che sta divenendo a pieno diritto uno delle migliori manifestazioni regionali di promozione e valorizzazione del prodotto e del territorio.

La bufala è legata da tempo immemore a quest’area. La tradizione popolare abbonda di racconti e storie di vita rurale intorno a un animale, oggi conosciuto e apprezzato principalmente per il suo latte da cui nasce la rinomata mozzarella. L’allevamento bufalino è effettuato sempre nel rispetto del benessere animale, prerequisito essenziale per una corretta gestione dei capi in allevamento e funzione della qualità delle produzioni.

L’aspetto più particolare e rappresentativo del settore rurale bufalino dell’Amaseno è la capacità delle popolazioni del luogo di preservare e tutelare il rigoglioso ambiente naturale circostante integrandolo in perfetta compatibilità con le attività agricole e agro-artigianali connesse all’allevamento della bufala.

È la bufala, infatti, ad assicurare vitalità e progresso alle comunità locali, a influenzare sapientemente le usanze del posto. Questa inimitabile risorsa zootecnica costituisce un evidente fattore di crescita ed esempio di sfruttamento razionale e sostenibile del territorio, un elemento che assicura la continuità delle tradizioni e lo sviluppo di nuove attività, e al contempo una fonte di attrazione per visitatori, amanti della buona cucina, delle produzioni agroalimentari tipiche e delle bellezze ambientali.

Il territorio, grazie all’impegno di allevatori e autorità sanitarie nel corso degli anni passati può fregiarsi della qualifica di “ufficialmente indenne” dalle malattie endemiche bufaline, quali TBC, brucellosi, leucosi, cosi come da certificazione del Ministero della Sanità risalente al Marzo 2000.

All’interno di questa rassegna, che si svolgerà dal 26 al 28 luglio, ci sarà anche quest’anno un importantissimo convegno dal titolo “Il prodotto agricolo come fattore di crescita socio-economica e come condizione indispensabile per costruire la ruralità.”che si svolgerà il 27 mattina a partire dalle ore 10:00 presso la sala Parrocchiale Collegiata S. Maria Assunta.

Ci si confronterà sulle sfide attuali ma soprattutto sulle sfide future parlando di sostenibilità, multifunzionalità ma anche e soprattutto sulla necessità di immaginare una traiettoria in grado di coniugare l’aspetto dell’aggregazione dell’offerta con la valorizzazione qualitativa del territorio e del prodotto.

La presenza dell’assessore regionale permetterà inoltre un confronto sullo stato dell’arte del PSR e su quelle che sono le scelte strategiche che il Lazio deve incominciare ad intraprendere oggi per poter posizionare in termini importanti e impattanti le proprie scelte all’interno della nuova programmazione Europea.

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