Itri riscopre i sui frantoi storici

 

17453588_10209068748291822_2107889581_oOttimo riscontro  per l’iniziativa “Alla riscoperta dei frantoi storici” promossa dall’associazione Coulture, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura, con l’assessorato all’Agricoltura ( che ha rappresentato, sin dall’inizio del laboratorio Coulture, un fondamentale interlocutore istituzionale ), dalla cooperativa Elp e dai ragazzi dello Sprar di Itri durante la tradizionale festa di S.Giuseppe ad Itri.

L’antico frantoio del Palazzo medievale di Orazio La Rocca è stato per la prima volta visitabile; durante la giornata di Domenica 19, un notevole flusso di persone ha potuto ammirare la gigantesca macina in pietra, le vasche di decantazione, la mangiatoia dell’asino che faceva girare la macina e la grande trave che serviva a premere la sansa per la raccolta dell’olio.

Un tuffo nel passato che ha suscitato grande entusiasmo tra i presenti, come dimostrano i tanti ringraziamenti pervenuti sui social:

17454823_10209068746171769_483366642_oSono da anni che vengo il 19 marzo a Itri per partecipare alla bella festa popolare de “i fuochi di S. Giuseppe” ma ieri ho assistito a qualche cosa di magico. Ho seguito il flusso di persone e sono arrivata in una piazzetta che aveva come fondale una chiesa stupenda, con il campanile centrale. C’ era della bellissima musica, mi sembrava tutto improvvisato, autentico, non artificiale. Ho visto il video proiettato sulla parete della chiesa e il cuore quasi mi si e’ fermato nel vedere i migranti che contribuivano a recuperare la memoria e le tradizioni del Paese che li ha accolti. sono stata poi quasi catapultata all’ interno di un vecchio frantoio che si affaccia proprio sulla piazza e che per l’ occasione e’ stato sistemato anche grazie ai migranti. Sono entrata quasi in punta di piedi e sono stata rapita dalle sapienti parole di un signore che con passione e delicatezza illustrava la costruzione, il funzionamento e la bellezza di quel gioiello ritrovato. Mi ha detto che Itri ne contava 120 e che ce ne sono tanti altri da poter ancora valorizzare. Io non posso che ringraziarvi perché mi avete fato vivere un’ esperienza unica, un tuffo nel non lontano passato, arricchendomi, emozionandomi e consentendomi di acquisire una maggiore consapevolezza del valore della terra e delle sue ricchezze. Grazie, una vostra ammiratrice.

Appuntamento alla prossima edizione che sarà arricchita da altri secolari monumenti oleari.

 
 

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