La zona del cratere non muore nè demanda prestazioni occasionali. Il 26 Ottobre non c’è spazio per la forma: il nostro futuro è fatto di sostanza.

Amatrice, Accumuli, il terremoto, rappresentano un dato oggettivo, non una narrazione romantica. L’appuntamento del 26 ottobre ad Amatrice e Accumuli che verrà riunita la commissione agricoltura del Senato (https://www.ilmessaggero.it/rieti/rieti_amatrice_accumoli_senato-5519247.html) era stata percepita da noi di Elp come un importante appuntamento. Purtroppo, in questi giorni in cui la quotidianetà del lavoro ci porta ad attraversare territori, relazioni, desideri, abbiamo scoperto che “solo chi conosce analizza veramente”. E chi conosce è chi vive veramente quel territorio, ed allora, senza ergerci a portavoce nè paladini, anzi coscienti della nostra miopia che ci aveva fatto emozionare per questa commissione straordinaria, riportiamo dei ragionamenti frutto delle numerose riunioni e degli sfoghi di chi ha il diritto di decidere poichè la propria rappresentanza è data dal fatto di esistere

La nostra cooperativa, spuria, plurale, moltitudinaria, nonostante le ore, i giorni, i momenti trascorsi a comprendere, condividere e immaginare processi di crescita e rigenerazione; nonostante la parzialità di processi basati solo su agricoltura, turismo, reti territoriali, lontani da logiche decisionali e “letture a tempo”; nonostante i “kit all’amatriciana”, gli spot elettorali, le percentuali premianti sul PSR, le astrusità e gli artefizi della politica di kapo dell’immaginario, i commissari straordinari, extra-ordinari, extra-terrestri, intergalattici; nonostante quello strano calendario dell’avvento fatto di accadimenti che illuminano il palcoscenico ogni 24 mesi ed ogni tanto accendono le telecamere per un tratturo a ore o per ansimare di fronte a quella velina ottantenne che rappresenta semplicemente “la scelta quotidiana di credere e costruire un percorso che possa rilanciare il territorio”,seppur condizionata alla necessità di un servizio sul TG e di qualche pianto di circostanza.

Ebbene, al di la di tutto questo il territorio del cratere esiste, ha costruito quotidianamente relazioni, sudore, imprenditoria, prospettive, abbandoni, tristezza, possibilità… ha costruito vita. Tutto quello che va al di là degli happening, delle commissioni da jazz set e dalla pelle d’oca generata dai passi del presidente regionale di turno… e dalle graduatorie performanti, meritocratiche, vere, in cui tanto “il primo della lista è sempre il figlio di qualcuno” (tanto siamo del cratere, “cratere sì cratere no: tanto conta la percentuale e la capacità di garantirsi punteggio”). Andiamo oltre le facili letture e chiediamo rispetto per chi ogni giorno lotta, vive, ama, piange, sogna, desidera un territorio che sia in grado non solo di tornare alle condizioni precedenti quel dramma tremendo che ha segnato tutti noi, ma che deve rigenerarsi partendo da un paradigma non solo contemporaneo ma futuribile. Ebbene siamo felici, entusiasti dell’appuntamento del 26 ottobre, seppur qualche dubbio nasce dal fatto che tutti gli imprenditori, i nodi, le anziane, le persone che ancora portano i graffi di quei giorni, non erano a conoscenza di questo importantissimo appuntamento. Ed allora altro non possiamo dire che conoscendo quelle persone, quelle realtà, quelle vite, non sono solite piangersi addosso, ma costruire, immaginare, disegnare il proprio futuro. Per questo il 26 ottobre saremo tutti presenti, sicuri di un confronto costituente che va al di là delle vetrine, perchè quelle si sono già rotte. Ad oggi c’è bisogno di nuove strade, nuovi ponti che partano da chi quotidianamente vive, costruisce e innaffia questo territorio nonostante la miopia di scelte, fondi che depauperati da frammentazione, clientelarismo diventano orpelli rispetto rispetto alle gocce di sudore che costruiscono quotidianamente il futuro di un territorio che ormai non cede più alle sirene di una telecamera o di eventi ad hoc. In passato era facile innamorarsi delle auto blu, nel prossimo futuro sarà difficile scendere giù.

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