L’impellente necessità di una misura strategica per l’agricoltura laziale: la consulenza tecnica

La misura promuove l’impiego di servizi di consulenza da parte degli agricoltori che si insediano la prima volta e altri gestori del territorio, per migliorare la performance economica e ambientale dell’azienda e dell’impresa agricola.

L’obiettivo della Misura è di favorire e sostenere un sistema di consulenza nell’ambito dello sviluppo rurale che coordini il raggiungimento degli obiettivi di tutti gli interventi alle 6 priorità della Regione Lazio.

Con particolare riguardo agli obiettivi trasversali: introduzione di innovazioni di processo, miglioramenti strutturali ed organizzativi, volti all’emergenza ambientale ed al problema acqua. Ricordiamo che l’Italia è tra i 18 paesi (rispetto ai 28 membri dell’U.E.) che aver optato per l’apertura della misura sull’assistenza tecnica; il Lazio, a sua volta, ha scelto di considerare tale azione uno degli architravi
della propria strategia di sviluppo rurale. Anzi il LAZIO ha postato sulla Misura ben €12.671.000, scelta IMPORTANTISSIMA e VALIDA.

Una delle poche scelte politiche chiare, non condizionata da una trasversalità “volta ad accontentare troppi, prese in questo PSR 2014-20. Ricordiamo che altre regioni hanno postato il 30% della propria dotazione su traiettorie chiare e rispondenti alle esigenze del tessuto produttivo e rurale ma, anche, in grado di definire una strategia futuribile (ricordiamo in primis l’Emilia Romagna).

E la scelta di postare l’1,6% del proprio PSR – rispetto alla media dello 0,3% degli altri 17 Paesi che hanno inserito la misura – sulla consulenza fa emergere con forza una necessità strutturale: investire sul know–how e sulla crescita del sapere diffuso come elemento imprescindibile per rilanciare l’agricoltura del Lazio
in termini competitivi. E’ finito il tempo della sola innovazione tecnica e top down (che negli ultimi 60 anni attraverso un continuo apporto del fattore tecnologico ha permesso di colmare gap produttivi ed aumentare la quantità), oggi è necessario investire sulla qualità. Soprattutto in Italia, soprattutto nel Lazio.
E non può esserci qualità se non c’è conoscenza. Da qui la necessità di investire su formazione ed assistenza tecnica.


Pertanto come ELP, ma a nome della composita e plurale rete che già da mesi si sta incontrando e sta studiando in termini territoriali e di filiera le migliori scelte per delineare una progettualità che risponda ad
esigenze cogenti e, contestualmente, sia in grado di declinare risposte “sistemiche per problemi importanti chiediamo che la Regione pubblichi al più presto questo bando, confermando la centralità dell’assistenza tecnica nell’ambito dell’impalcatura complessiva del PSR.

Inoltre, visto che siamo prossimi alla chiusura di tutta la programmazione, sarebbe fondamentale utilizzare questo Bando e l’azione di monitoraggio ad esso implicitamente connessa per far emergere criticità e argomentazioni che caratterizzano la nostra agricoltura e ruralità, strumento quanto mai utile per declinare in termini immanenti e reali la nuova progettazione.

La cooperativa ELP, a seguito dei diversi incontri sviluppati con le Organizzazioni Professionali e con vari Enti Regionali e Nazionali (sia collettivamente sia attraverso focus specifici) sta facendo emergere con forza la necessità di fare in modo che l’IVA non sia un costo a carico dell’azienda. E questa suggestione da noi praticata non solo ha riscosso ovunque consenso, ma è divenuta elemento di confronto e di proposta da parte di numerosi soggetti e delle principali associazioni di categoria.
Nei vari appuntamenti, infatti, è emerso in modo chiaro come l’assistenza tecnica non può e non deve essere immaginata e declinata come una misura ad investimento. Non è l’interesse di uno ma una crescita individuale volta a costruire un “sistema ci conoscenze saperi in grado di affrontare in termini competitivi il mercato”.

Apprendiamo con felicità che il Ministero tramite ISMEA stia studiando una proposta per far sì che l’Iva non sia un costo a carico dell’azienda.
Ci auguriamo che anche la Regione Lazio si adoperi prevedendo nel Bando la possibilità che l’importo riconosciuto sia basato su parametri STANDARD e come CONTRIBUTO.

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