Rimodulazione Finanziaria del Gal Terre di Argil, le motivazioni del Direttore Tecnico Matteo Salvadori

MOTIVAZIONI PER LA RIMODULAZIONE

            La volontà di rimodulare il PSL del GAL Terre di Argil nasce dalla necessità non solo di prendere atto della risposta del territorio alle misure messe in campo ma anche di perfezionare la strategia di sviluppo per puntare da un lato al raggiungimento degli obiettivi prefissati, dall’altro per efficientare la strategia stessa alla luce del momento particolare che stiamo attraversando e dal quale emergono indicazioni sul prolungamento dell’attuale programmazione. In particolare faccio presente che sono cruciali, per lo sviluppo del Piano di Sviluppo del GAL (anche per l’interesse registrato diffusamente sul territorio riscontrato dalla struttura tecnica) le operazioni 1.2.1, 6.2 e 16.9.1

La proposta di rimodulazione parte innanzitutto dall’esito registrato dagli interventi destinati agli Enti locali e alla creazione di servizi di base per le popolazioni rurali. Sull’Intervento 7.5.1, sono state raccolte dal GAL richieste di contributo che si approssimano alla metà dello stanziamento pubblico previsto nel PSL, mentre tutti e 11 i Comuni del GAL hanno partecipato, con una buona coerenza complessiva degli interventi rispetto alla strategia di sviluppo, all’Avviso pubblico dell’Intervento 7.4.1. L’Intervento 7.7.1 è in via di pubblicazione ma alla luce delle difficoltà tecniche riscontrate in fase di elaborazione dei progetti per la 7.4 e data la complessità procedurale intrinseca della 7.7 si è scelto di premiare la partecipazione alla 7.4 e “coprire” l’overbooking con i fondi inutilizzati della 7.5.1.

Per quanto riguarda gli interventi destinati prevalentemente ai beneficari privati, abbiamo registrato una bassa partecipazione agli avvisi relativi agli interventi 6.4.1 e 4.2.1. nonostante siano stati prorogati i termini di scadenza per entrambi gli avvisi. La diversificazione dei redditi aziendali e gli investimenti volti all’incremento del valore aggiunto delle produzioni, come quelli per la trasformazione sono, tuttavia, ancora al centro della strategia, come gli investimenti in azienda per la produzione (Intervento 4.1.1). Questi dati hanno dato vita a una duplice considerazione:

1 – Il GAL, relativamente all’operazione 4.1 ha colpito nel segno: Senza approfondire eccessivamente aspetti legati all’operatività del PSR Regionale e ai flussi economici relativi, è evidente che il tessuto imprenditoriale agricolo frusinate è poco presente tra i beneficiari (o potenziali beneficiari) dell’Operazione 4.1.1. Ciò a causa di due fattori, principalmente: da un lato la dimensione aziendale e la polverizzazione fondiaria estrema, dall’altro l’incapacità di fare filiera e cooperare (il punteggio dato dalla partecipazione alla 16.10 regionale ha inciso ed incide notevolmente sulla possibilità di accedere ai contributi). In coerenza con questo scenario la scelta è quella di premiare la partecipazione del tessuto produttivo locale alla 4.1 andando a “coprire” l’overbooking (sebbene la ratio di fondo sia quella di accentuare investimenti competitivi e non solo qualitativi).

Per questi motivi preciso che, qualora fossero confermate le previsioni circa una dotazione aggiuntiva da gestire per il biennio ‘20/’22 è precisa intenzione del GAL Terre di Argil quella di rifinanziare l’Operazione e pubblicare un nuovo Avviso relativamente all’Intervento 4.1.1

2 – Riguardo l’Intervento 4.2.1 che a nostro avviso (struttura tecnica e CDA), nonostante una risposta relativamente poco reattiva (possono essere impegnati fondi per circa il 50% della dotazione) dovrebbe rappresentare una scommessa strategica poiché non bisogna essere della Commissione Agricoltura UE per capire che rafforzare il valore aggiunto delle produzioni attraverso l’incentivo alla trasformazione è un punto cruciale per il rilancio dell’agricoltura provinciale e regionale.

Qualora ci fossero giacenze e dotazioni ulteriori puntiamo a sollecitare nuovamente il tessuto imprenditoriale del GAL con una nuova banditura dell’Intervento 4.2.1 per incentivare interventi volti alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti agricoli. Di sola produzione la nostra agricoltura muore.

Per quanto riguarda le Sottomisure 16.3 e 16.4 non abbiamo fatto altro che stornare le economie derivanti dai tagli risultanti dai procedimenti istruttori ma seguendo la ratio seguita per la 4.1 e la 4.2 in quanto anche questi due interventi (che hanno registrato un’ inaspettata e discreta partecipazione) meritano, a nostro avviso, un rifinanziamento – laddove ci fossero ulteriori economie derivanti non dalle performance del GAL (che mi auguro siano buone) ma da dotazioni aggiuntive esterne.

Per quanto concerne l’Operazione 16.9, ci rendiamo conto che rappresenta una misura un po’ complessa (soprattutto per l’assenza di un termine di riferimento regionale) ma allo stesso tempo non è intenzione del GAL quello di stravolgere o ridefinire il PSL a causa di logiche contingenti. Per questo motivo intendiamo rafforzare la 16.9 (come per la 16.3 e la 16.4) e confermare il suo ruolo di sintesi tra produzione e multifunzionalità, pubblico/privato, azienda/territorio, sperando che divenga l’architrave del prossimo futuro rurale del territorio del GAL.

Sono cosciente, come lo sono il CDA e l’Assemblea del GAL (alla quale sono state fornite indicazioni in merito alla procedura di rimodulazione lo scorso 29/08/2020) che si riscontrano alcune “anomalie strategiche” rispetto a quanto emerge studiando le prassi adottate da altri GAL e previste dal LEADER, nel rapporto, anche se non solo, tra parte pubblica e privato o nella funzione riconosciuta a investimenti immateriali e soprattutto alle competenze.

Ritengo fondamentale il supporto che ci sta offrendo la struttura regionale nel rendere tali anomalie costituenti e non svarioni immaginifici: d’altronde non abbiamo 3000 Ha di Zucchino Nero, non rappresentiamo uno dei distretti regionali qualificati in termini turistico-attrattivi né rappresentiamo un tessuto imprenditoriale agricolo ad alto valore aggiunto e coeso.

Non si possono modificare le variabili geografiche ma è possibile avviare quel processo per cui competenze, cooperazione, trasformazione e valore aggiunto, dialettica continuativa tra pubblico e privato, siano incipit ed obiettivi di questo GAL.

Il PSL rappresenta un avvio in questo senso e la rimodulazione proposta è un ulteriore passo, consapevoli che la fase di transizione e le risorse emergenziali aggiuntive possano dare nuova linfa alla strategia e alla sua applicazione.

Data l’importanza di questo passaggio, ritengo, inoltre, cruciale dare visibilità pubblica a quanto qui dichiarato e speriamo di avviare un percorso costruttivo, attraverso un fruttuoso scambio di idee e pratiche con la Regione (fatta salva la sua fisiologica funzione di “controllo”) anche e soprattutto nel capire ed approfondire scelte e percorsi alla luce di nuove economie disponibili (ne siamo venuti a conoscenza grazie al lavoro sviluppato con alcuni GAL laziali per il FORUM Leader di Lanciano, centrando l’attenzione sulla fase di Transizione – http://www.elpcoop.it/notizie/leader-2020-presentazione-laboratorio-sulla-fase-di-transizione-e-regolamento-transitorio/ )

Il Direttore Tecnico
Matteo Salvadori

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