Verso Bruxelles #5

Continua … Uno sviluppo locale che immagina e costruisce il territorio in una lettura e con una propensione ad uno scacchiere nazionale ed europeo, attraverso le istituzioni, ma anche e soprattutto quelle reti formali ed informali, quel patrimonio immenso che sono le relazioni e le soggettività. Gli italiani all’estero, nel nostro caso, rappresentano in termini paradigmatici questo valore. L’Istituto Santi,  l’Associazione Nuova Emigrazione ed il FAIM tutto rappresentano non solo una realtà, non solo un formidabile vettore, ma anche e soprattutto un vero network, presente in moltissimi Paesi ed in grado di proporre, costruire e valorizzare percorsi e strategie di sviluppo che sono frutto di molteplici, differenti e reali chiavi di lettura dei territori. Un patrimonio di informazioni, di saperi e di relazioni già esistente – capaci di essere espressione di un vero percorso bottom up – che sappia essere impattante e qualificante.
Territori, progettualità, reti formali ed informali, sapere diffuso, dialettica continuativa tra il particolare ed il generale, sinergia sono alcuni dei punti cardine di questo appuntamento in cui con volontà e con il nostro piccolo bagaglio di esperienze, analisi e confronti praticati negli anni precedenti 1(e sempre coscienti della complessità del tema, delle forze limitate e senza la presunzione né di essere innovativi, né risoluti; ma solo con il desiderio di condividere un percorso cercando altri compagni di viaggio e ulteriori letture, stimoli e contributi) vogliamo condividere alcuni spunti, suggestioni sulla ruralità, e, soprattutto, partecipare ad una rete europea in cui ci si confronti sul tema dello sviluppo locale, attraverso un ragionamento sistemico ed allargato.
Facciamo questo partendo dalla difficoltà, ma con la consapevolezza della necessità, di coniugare aspetto pratico e teorico; coniugare il tempo di lavoro ed i momenti per l’analisi; trovando economie per sostenere azioni che non hanno un ritorno immediato ma che rappresentano investimento e possibilità. E non è un investimento finanziario, né per un ritorno a medio termine: è una scelta che nasce dal desiderio di autonomia ed indipendenza – condizioni quasi necessarie per praticare traiettorie innovative e discontinuità – e che mira ad essere uno dei molteplici attori a lavorare per raggiungere quell’innovazione sociale che rappresenta una delle condizioni necessarie per praticare un nuovo paradigma in cui agricoltura, cultura, sviluppo locale, sociale, sapere diffuso siano architrave fondamentali.
Siamo convinti che i territori e l’Europa, in una dialettica necessaria e valorizzante con Stato e Regioni, siano la realtà attraverso cui flussi e capitali (che siano infrastrutturali, umani o culturali) possano trovare piena espressione.
Ma questo percorso richiede energie ed economia – ringraziamo il Comune d Pastena con cui e grazie a cui – abbiamo strutturato parte di questo percorso, mediante una progettualità locale su enogastronomia ed heritage, inserita nello scacchiere articolato e plurale che con vari soggettività abbiamo costruito nel tempo, ci ha permesso di immaginare questo appuntamento. Il particola ed il generale; l’economia e l’analisi; materiale ed immateriale.
Chiaramente strumenti e leve in grado di garantire una sostenibilità e continuità a questo percorso ed al ruolo di innovation broker che noi, come centinaia di altri  soggetti praticano davvero sui territori, oltre logiche istituite e statiche, rappresenterebbe uno strumento in grado di offrire un vero salto qualitativo a quanti cercano di costruire relazioni e progettualità mettendo in relazione e condividendo obiettivi con mondo della ricerca, istituzioni, aziende agricole, artisti ecc.. Ossia costruiscono dal basso quel sostrato che è la base e la dinamo dello sviluppo locale.
Chiaramente – e ringraziamo quanti convenuti – è fondamentale un rapporto costituente e valorizzante con le istituzioni e con quanti fanno la Politica.
E per questo sarebbe auspicabile un laboratorio permanente su “sviluppo locale ed innovazione sociale” da avviare in termini sperimentali e temporanei – partecipato in fase transitoria da alcuni Stati, territori e realtà associative, della società civile ed imprenditoriale; un laboratorio in cui condividere best practice, avviare progetti e praticare nuove forme di innovazione e finanziamento. … Continua
 

1 Pensiamo al convegno Ruralità del Lazio: tra rilancio produttivo dei territori ed internazionalizzazione (Roma 3 dicembre 2015); al lavoro promosso sul GAL Terre di Argil e – seppur parzialmente su GAL Aurunci e Lepini ; al lavoro quotidiano promosso sul sito www.elpcoop.it www.losservatore.it; al Laboratorio CoULTURE; il lavoro sul Distretto Culturale della Musica Popolare; il recente tavolo di lavoro del 22 settembre “Sviluppo locale per nuove opportunità”; al Festival Ta’m Terrae che è stato momento di confronto, cultura e approfondimento sul tema dello sviluppo rurale. 

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