Xylella: troppo tempo perso, ora servono risposte chiare e una strategia efficace

Dopo la lettera di messa in mora “supplementare” dell’Ue all’Italia, Agrinsieme torna sul tema: “I ritardi accumulati pesano non solo sul settore olivicolo, ma anche su quello florovivaistico. Adesso chiediamo con fermezza alle Istituzioni assunzioni di responsabilità e tempestività decisionale”.

“L’incontro bilaterale tra il ministro Martina e il commissario Andriukaitis sul tema Xylella ha sancito in forma chiara il richiamo all’applicazione delle disposizioni comunitarie, che si è poi evoluto nella lettera di messa in mora supplementare all’Italia perché implementi le misure di contenimento del batterio”. Così Agrinsieme, che sottolinea come l’irrigidimento della Commissione, insoddisfatta delle risposte dell’Italia, abbia messo in mostra l’incapacità del Paese di rispondere con prontezza ai precedenti moniti, situazione aggravata ulteriormente dall’immobilismo di fronte alla sentenza della Corte di Giustizia europea.

“E’ urgente arrivare a risposte chiare e univoche, a una strategia efficace -sottolinea il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari- perché il tempo perso in azioni di contenimento si trasforma purtroppo in vantaggio nell’espansione per il batterio. Siamo nel mirino dell’Europa e i ritardi che abbiamo accumulato non solo minano il settore olivicolo, ma rischiano di diventare un boomerang per altri settori produttivi, come quello florovivaistico, penalizzato da nuovi oneri burocratici e da nuovi costi”.

La preoccupazione maggiore nel prossimo futuro, è per le numerose specie sensibili al batterio, molte delle quali prodotte in Italia, per cui il falso allarmismo che si sta creando genera casi di concorrenza sleale a danno dei produttori. Tale contesto di incertezza si riflette negativamente anche sui rapporti commerciali con l’estero.

E’ opportuno, quindi, a parere di Agrinsieme, che la ricerca faccia passi avanti e che sempre maggiori informazioni sul batterio e su strategie di lotta possano essere rese disponibili. Sono altrettanto indispensabili le attività di monitoraggio territoriali e la messa in campo di tutte le misure fitosanitarie, su cui gli agricoltori sono in prima linea.

“Nel frattempo -conclude il coordinamento- chiediamo con fermezza alle Istituzioni assunzioni di responsabilità e tempestività decisionale; la Commissione europea ha imposto all’Italia un termine ben preciso, e occorrono ora decisioni immediate e risolutive. Attraverso una linea d’azione ben definita si potrà evitare l’ulteriore ampliamento della zona infetta, ragionare su strategie e forme di recupero del patrimonio produttivo perso ed ottenere i giusti indennizzi per i produttori”.

www.cia.it

 

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