Aspettando le Olimpiadi di Rio 2016: Kerri Strug, quando il coraggio vale (l’) oro

Qualcosa di straordinario accadde in quel di Atlanta durante l’Olimpiadi del 1996, per i colori statunitensi ma più in generale per i valori che lo sport si porta sulle spalle.

Stiamo parlando delle gesta di  Kerry Strug , una delle “Magnifiche 7” del team americano nella gara di ginnastica artistica delle Olimpiadi in questione.

 

Kerri Strug, of Houston, Texas, reacts after badly landing on her left leg following her vault routine at the women's team gymnastics competition at the Centennial Summer Olympic Games in Atlanta on Tuesday, July 23, 1996. (AP Photo/John Gaps III)

Di sicuro non una delle più talentuose della squadra, ma dimostratasi tale per la grinta e il coraggio che servirono a contenere la rimonta russa.

La squadra americana arrivò infatti all’ultima rotazione al volteggio con un vantaggio piuttosto rassicurante di 9 decimi di punto sulle rivali, ma l’emozione giocò un brutto scherzo: Dominique Munceanu, la più giovane della squadra, finì per terra nei suoi due volteggi, passando la pressione tutte sulla Strug, l’ultima ginnasta a saltare.

Gli Stati uniti avevano bisogno di una buona prova da parte dell’atleta che però sbagliò la prima esecuzione infortunadosi in maniera evidente alla caviglia.

Fu’ un momento di evidente panico, sia per il pubblico che per la ginnasta stessa,  che anche avendo un’altra possibilità di provare il salto, era chiaramente dolorante.

Dopo un consulto con Bela Karolyi, allenatore della squadra statunitense , deciserò che era necessario un altro salto.

La Strug zoppicando si preparò per il secondo salto, dopo una rincorsa di adrenalina pura, esegui l’esercizio terminandolo con un arrivo su una gamba sola.

Il pubblico di Atlanta fù in estasi, il 9.712 al volteggio della Strug valse l’oro, una medaglia che Kerri ricevette sul podio in braccio al suo allenatore a causa di quella che poi si rivelò una distorsione di terzo grado alla caviglia sinistra con lesione del tendine che le impedì di proseguire nelle successive gare olimpiche.

Ma non importò troppo, perché Kerri Strug con quel salto “zoppo” al volteggio divenne una delle icone della ginnastica statunitense e non solo, il simbolo della volontà e del coraggio che possono portare una ragazza di 19 anni a superare i propri limiti fisici per ottenere un trionfo senza precedenti.

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